Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è in stand-by in attesa del discorso del presidente Powell domani al simposio di Jacksone Hole. Cosa aspettarsi?

La settimana scorso abbiamo visto che il dollaro ha tentato una prova di forza, ricordando che io ho sempre indicato come supporti quota 1,17 e 1,16.

L'euro-dollaro è sceso sotto area 1,17, ma c'è stata una reazione ed è tornato al di sopra della stessa.
Poco oltre 1,18 il cross trova un piccola resistenza, fermo restando che il livello chiave è a 1,19.

Finchè l'euro-dollaro sarà sopra questa soglia saremo in un contesto di forza del biglietto verde, con il cross che può scendere fino a 1,16.

Sopra 1,19 lo scenario cambia e si guarderà ad area 1,20, ma per ora mi sembra uno sviluppo poco plausibile.

L'oro si è riportato sotto quota 1.800 dollari: quali le attese per le prossime sedute?

L'oro in una notte ha fatto un affondo fino a 1.680 dollari, supporto molto forte da cui è tornato al rialzo.
Il gold trova ora una resistenza a 1.790/1.800 dollari e se superasse questo scoglio potrebbe salire fino a 1.835 dollari.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del petrolio e quali le aspettative nel breve?

Il petrolio è rientrato sopra i 66/67 dollari, ricordando che avevano gravato i timori legati alla contrazione della Cina tra le altre cose.

Credo che lo spauracchio di un petrolio a 100 dollari nel breve termine sia stato accantonato.
La resistenza intorno a 75-76 dollari è molto forte e questo è un bene anche per l'economia.

Nel breve mi aspetto che l'area dei 66-67 dollari sia un livello spartiacque: sotto si potrà tornare a 62 dollari prima e poi a 56 dollari, mentre sopra ci sarà spazio al rialzo fino a 76/77 dollari.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Parlando di Jackson Hole, vedo l'ipotesi che tutto sommato ci possa essere un impatto più sulle azioni.

A parlare sarà non solo il presidente Powell, ma anche altri membri della Fed, e gli operatori si sono quasi fermati per vedere quali novità arriveranno da Jackson Hole.

Dagli ultimi verbali della Fed è emerso che la maggioranza del Board è favorevole al tapering prima di fine anno.
C'è però già un membro della Fed che ha dichiarato di aver cambiato idea a causa della variante Delta.

Se Powell e altri membri si sbilanceranno nel dire che anche loro sono più nel dubbio, allora i mercati azionari potrebbero prendere un abbrivio dopo essersi spaventati la scorsa settimana.

Mi aspetto che dalla Fed giunga un'indicazione secondo cui qualsiasi decisione dipenderà dai dati macro e dagli sviluppi della pandemia.

In altre parole, da Jackson Hole sono più probabili sorprese positive che negative, nel senso che mi aspetto più che la Fed compri ulteriormente tempo.

A quel punto i mercati azionari continueranno a rimanere long e andrà avanti così la tendenza in atto, visto che al momento non ci sono alternative alla Borsa.

C'è da dire che i mercati europei dal punto di vista del rendimento dovrebbero essere più appetibili di quelli americani.

Le Borse europee dovrebbero essere più appetibili di quelle americane, visto che sono piene di utility che pagheranno interessanti dividendi.

L'azionario del Vecchio Continente è meno caro sotto l'aspetto del P/E rispetto a quello statunitense, ma quest'ultimo ha una brillantezza che manca all'Europa.