Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sul quadro intermarket e sulle strategie da seguire.

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L'euro-dollaro sta toccando nuovi minimi di periodo. Il movimento ribassista in atto è destinato a proseguire?

L'analisi del dollaro e di tutte le valute ad esso correlato non può prescindere da quella del loro indice più rappresentativo, ossia il dollar index.

Lo scenario più evidente è quello di un dollaro che si sta rafforzando contro tutte le valute e questo è determinato dall'avvio del tapering negli Stati Uniti.

Ciò si è riflesso immediatamente in un forte andamento rialzista del dollar index e quindi in acquisti evidenti e copiosi sul biglietto verde partiti a giugno scorso.

Da allora il dollaro ha interrotto il suo indebolimento e ha iniziato a creare un movimento di accumulo verso l'alto abbastanza interessante, culminato ieri in area 95,3 dove c'è una buona resistenza.

Se questo ostacolo farà il suo lavoro, potrebbe portare ad una fase di decelerazione dell'euro-dollaro e contestualmnte ad una fase di decelerazione dell'aumento del dollaro-yen.

Andando nel dettaglio, il grafico dell'euro-dollaro è capovolto rispetto a quello del dollar index.
L'euro allo stato attuale non ha alcun riferimento tecnico-grafico su sui andare a strutturare un intervento long.

Oggi tutti gli operatori stanno cercando un livello su cui impostare un long, ma non lo si vede perchè sui grafici non c'è.

Il consiglio quindi è quello di monitorare il dollaro in quanto variabile generale, perchè se dovesse continuare a salire ci sarà poco spazio per un rimbalzo dell'euro per inversioni del dollaro-yen.

Rimanendo specificamente sull'euro-dollaro, direi che possiamo ipotizzare un'inversione della profonda tendenza ribassista attuale solo allorquando dovesse chiudere sopra ara 1,163/1,165.

A quel punto si andrebbe ad interrompere una dinamica ribassista partita a giugno scorso e che troverebbe con la violazione di 1,165 un discorso di reversal con possibili allunghi fino a quota 1,19.

Per quanto mi riguarda non compro ora euro-dollaro e aspetto la violazione di area 1,165 e dopo inizierò a leggerlo nuovamente in chiave rialzista.

Cosa può dirci invece del dollaro-yen?

Il discorso per il dollaro-yen è simile, anche se la struttura grafica è un po' diversa e mi sembra che nel brevissimo sia in una fase di ipercomprato.

Ho la sensazione che ai livelli attuali il dollaro-yen sia a fine corsa e che possa innescare una correzione anche fino ad area 111.

Sto iniziando quindi a shortare il cross con uno stop sopra 115 perchè credo che sui livelli correnti il dollaro-yen sia arrivato.

L'oro si è rafforzato e non poco di recente. Si aspetta ulteriori allunghi dai livelli correnti?

Il rimbalzo attuale dell'oro a mio avviso è squisitamente tecnico-grafico e non sono sorpreso che si sia fermato in area 1.870 dollari, resistenza molto evidente.

Non è un rimbalzo determinato da variabili intermarket, ma da semplici ricoperture.
Solo la violazione a 1.870 dollari aprirà le porte a nuovi rialzi con target a 1.900/1.910 dollari prima e poi a 1.960 dollari.

Speculativamente sto vendendo l'oro da un paio di giorni perchè non mi sembrano questi livelli da comprare.

  

Il petrolio è in ritracciamento dai massimi dell'anno. Vede nuovi ribassi nel breve? 

Mi sembra che il petrolio abbia disegnato una sorta di doppio massimo in area 85 dollari al barile, da cui potrebbe partire una prima decelerazione.
Un'eventuale chiusura sotto i 79 dollari aprirebbe le porte ad una discesa fino a quota 72 dollari.

I mercati azionari hanno frenato un po' dopo aver segnato nuovi massimi. Come valuta l'attuale scenario delle Borse?

Sono dell'avviso che questi siano mercati che abbiano bisogno di fermarsi un attimo e di rifiatare.
Il trend rialzista è ben definito, ma se guardiamo il grafico dell'S&P500 notiamo che ha una profonda divergenza ribassista.

L'indice ha toccato con precisione l'area di 4.725 dollari dove c'era la proiezione dei massimi ascendenti e poi quota 4.700, dando un segnale di breakout del primo supporto.

Per me il trend di fondo rimane long, ma nel breve lo vedo short e mi aspetto una correzione dell'S&P500 almeno verso zona 4.600, con potenziale ulteriore estensione verso i 4.550 punti.

Conseguentemente non comprerei in questo momento azioni, anzi sto iniziando ad aprire qualche piccola posizione short, ma con un obiettivo di breve-medio periodo.