Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è tornato indietro dopo aver fallito l'attacco a quota 1,18: a rischio nuovi cali ora?

E' molto facile che ci troveremo a vivere una seconda parte di agosto tutto sommato abbastanza tranquilla, non essendoci particolari appuntamenti sul fronte macroeconomico.

L'indice Cesi, relativo alle sorprese sul versante macro, è crollato da un anno e questo contribuirà ad alleggerire la volatilità sui mercati.

Anche l'escalation delle violenze in Afghanistan per il momento sembra non aver scatenato reazioni particolari.

Nelle prossime sessioni mi aspetto un euro-dollaro piuttosto calmo, nel senso che non dovrebbe muoversi particolarmente rispetto agli attuali livelli, che confermano la fase di parziale debolezza relativa della moneta unica nei confronti del dollaro.

Possibile quindi una conferma della fase di discesa dell'euro-dollaro, con la possibilità di qualche spunto in più a partire dall'andamento delle dichiarazioni dei banchieri centrali.

Mi aspetto che il cross continui ad oscillare intorno a quota 1,17, rimanendo abbastanza inchiodato sui livelli attuali.

L'oro sta provando a riportarsi in area 1.800 dollari. La negatività vista di recente è alle spalle?

Per la parte conclusiva di agosto mi aspetto un possibile stazionamento dell'oro intorno ai 1.800 dollari.

Siamo tornati con un pull-back verso questa soglia e la fase geopolitica in questo momento può dare una mano all'oro a recuperare terreno dopo il profondo rosso che ha spinto le quotazioni in area 1.685 dollari.

Anche per il gold si contrappongono due effetti che molto probabilmente non daranno la possibilità di andare oltre i 1.800 dollari.

Probabile una fase di oscillazione laterale che aveva contraddistinto la parte centrale dell'anno, con possibilità di vedere l'oro salire poco oltre i 1.800 dollari, magari verso i 1.815 dollari.

Da una parte ci sono le tensioni geopolitiche che offrono un sostegno al gold e dall'altra arriva una frenata dal rafforzamento del dollaro.

Il petrolio continua a mantenersi a non molta distanza dai minimi di periodo: quali i possibili scenari per questo asset?

Per il petrolio si naviga abbastanza a vista: dopo il recupero della scorsa settimana stiamo assistendo ad un calo, principalmente perchè dati della Cina, grande consumatore di petrolio, non sono stati particolarmente sorprendenti.

In un clima di lieve rallentamento, anche l'andamento delle commodities segue abbastanza fedelmente, specie quando i prezzi sono così suscettibili di revisioni a seconda di come vanno le notizie del momento.

Il petrolio sta scendendo in questa fase in cui c'è abbastanza preoccupazione per la tenuta dell'economia della Cina che sta tornando ad una specie di lockdown.     

Questo in primis perchè il vaccino non funziona in maniera molto efficace e in secondo luogo in quanto l'entità dei contagi spaventa un po' la popolazione che sembrava uscita dalla crisi, invece ci è ritornata con tutti e due i piedi.

Ciò per il momento sta tenendo bassi i prezzi del petrolio, ricordano che la scorsa settimana c'è stato un intervento di Biden, riferito alla necessità che l'Opec contribuisca a calmierare i prezzi.

Forse possiamo vedere un altro po' di discesa se dovesse aumentare la preoccupazione sulla fase pandemica, ma secondo me la parte di ribasso è più o meno espletato.

Dai valori attuali il petrolio potrebbe scendere verso i 65-64 dollari, ma poi la dinamica della domanda e i timori sul fronte geopolitico, specie se dovessero intensificarsi, potrebbero riportare le quotazioni dell'oro nero ad una risalita.

I mercati azionari nelle ultime ore hanno rifiatato un po' dopo aver toccato nuovi massimi. Si continuerà a salire fino al simposio di Jacksone Hole?

E' molto probabile che si continuerà a descrivere questa situazione di forza dei mercati azionari che non vedono assolutamente la possibilità di cambiare la loro impostazione rialzista.

Per il momento non ci sono spunti particolari di riflessione, ma è ovvio che ci sono elementi che potrebbero disturbare l'azionario.

Mi riferisco ad un'intensificazione delle violenze in Afghanistan e in generale delle rigidità sul fronte geopolitico.
Si tratta però di elementi abbastanza prospettici e di medio termine e per il momento non vedo rischi particolari.

Vedo dei mercati che continuano a mantenersi belli tonici, a partire da Wall Street, ma torna un po' a ruggire anche l'Europa in maniera relativa rispetto alle performance degli indici USA.

Non vedo elementi di sorpresa rispetto a questo scenario, quindi in altre parole le Borse continueranno a mantenersi in questa lateralizzazione di medio termine verso l'alto, con movimenti moderati.