Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

L'euro-dollaro è al test di area 1,20, mentre il dollaro-yen viaggia poco al di sotto di quota 109. Cosa può dirci di questi due cross?

Dei due cambi sicuramente il più significativo per impostazione grafica è l'euro-dollaro, perchè il movimento cui stiamo assistendo si sviluppa con una precisione tecnica davvero straordinaria.

Sono impressionato da come si muove questo cross negli ultimi giorni e dopo essere partito al rialzo da area 1,17, ora sta rispettando una resistenza statica fondamentale in zona 1,1990/1,20.

E' abbastanza evidente che questo è il vero ostacolo anche a livelli intermarket: il driver euro-dollaro, come misurazione della forza del biglietto verde, è ormai prossimo a darci un'indicazione molto importante.

Una chiusura sopra 1,20 porterà l'euro-dollaro ad accelerare notevolmente verso zona 1,2130, ma se la zona resistenziale dovesse fare il suo lavoro, il biglietto verde tornerebbe ad apprezzarsi.

Dalle prossime mosse dell'euro-dollaro mi aspetto delle indicazioni importanti sul rischio: sopra 1,20 si mantiene in tutta la sua forza il concetto risk-on perchè il dollaro si indebolirebbe ulteriormente.

C'è da dire che l'ostacolo a 1,20 è stato testato più volte e per ora sena successo, quindi va considerato con molta attenzione.

Sopra 1,20 si salirà a 1,213, mentre il mancato superamento favorirà un ripiegamento dell'euro-dollaro verso zona 1,185.

In altre parole siamo ad un bivio per l'euro-dollaro e tutti siamo pronti a muoverci allorquando questo snodo sarà superato o meno.

Il dollaro-yen si sta muovendo in buona coerenza con euro-dollaro, ma non ha una struttura così importante almeno di breve.

Se il cross dovesse continuare a rimbalzare da area 108,5, come sta cercando di fare, questo lascerebbe pensare che l'euro-dollaro scenderà.

I due cambi arrivano su due livelli importanti, ma quello dell'euro-dollaro è molto più significativo.

L'oro ha ritrovato slancio a sta continuando a spingersi in avanti. Quali i possibili scenari ora?

Il recupero dell'oro è ben costruito e il clamoroso doppio minimo realizzato in area 1.675 dollari è stato davvero un punto di non ritorno rialzista.

Da quel doppio minimo sono compratore di gold ogni volta che dovesse correggere e la mia idea è che l'oro sia in un trend rialzista nuovo.

Come tappe al rialzo possiamo indicare area 1.850 dollari che sarà il punto di arrivo della dinamica che stiamo osservando.

Quello in atto è un trading range ampio che non ha implicazioni intermarket, nel senso che non è l'oro che recita il ruolo di asset rifugio, ma in questo caso è un asset come tanti che ha una notoria correlazione negativa con il dollaro e ora sta enfatizzando la debolezza di quest'ultimo. 

Il petrolio si è lanciato nuovamente sopra i 63 dollari: dobbiamo prepararci ad un ritorno sui recenti massimi?

Mi sembra che il petrolio abbia abbandonato la fase di profonda debolezza che lo aveva caratterizzato di recente.

Il breakout di area 59,5/60 dollari con una grande barra di espansione, è stato un via libera a nuove fasi di accumulazione.

Per ora mi sembra che l'ipotesi di un petrolio in fase discendente vada abbandonata e vada percorsa con forza l'idea di un petrolio che punta verso l'alto.

Faccio notare che il petrolio è quotato in dollari quindi è molto sensibile ai movimenti di questa valuta che per ora sta perdendo terreno e questo favorisce il rimbalzo sia dell'oro che del petrolio.

L'oro nero si è girato nuovamente al rialzo e teoricamente può tornare di nuovo zona 67,5/68 dollari.
Vorrei far notare che il rimbalzo del petrolio ha avuto una straordinaria correlazione con quello dell'S&P500.

Il ritorno di positività sul petrolio è letto favorevolmente in questo momento dai mercati azionari, perchè non è più sintomo di costi di approvvigionamento, quanto di stato di salute dell'economia.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse? Quali le attese ora?

Si continua a sfidare la legge di gravità, al di là del giudizio del momento che è decisamente positivo, come abbiamo detto poc'anzi a livello intermarket.

Questo giudizio non implica da parte mia nessuna sollecitazione a posizionarsi ora sui mercati azionari.
Un intervento ora è tardivo e troppo rischioso, per quanto gli elementi a livello intermarket siano ancora orientati a favore di una prosecuzione dell'allungo dei listini azionari.

Il timing però oggi mi sembrerebbe sbagliato o comunque molto rischioso: prendendo ad esempio un grafico come quello del Nasdaq, è bene fare attenzione perchè teoricamente c'è una figura di analisi tecnica ribassista che si chiama pull-back short.

Non sono in grado di dire se funzionerà o meno, ma di sicuro il Nasdaq in questo momento sta dando un segnale di potenziale innesco ribassista.

Chi non è entrato nell'ondata rialzista dei mercati azionari, sbaglierebbe a farlo adesso.