Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta risalendo la china all'indomani della Fed che ha alzato nuovamente i tassi di interesse. Cosa aspettarsi ora?

Dopo la parole del presidente Powell, che sono state dure soprattutto nella seconda parte della conferenza stampa di ieri, il dollaro è partito nuovamente per la tangente.

Oggi abbiamo visto che il Giappone non intende venire meno alle politiche di aiuto all'economia, quindi la forchetta si è ulteriormente aperta.

Abbiamo un dollaro index sui massimi e un dollaro molto forte sull'euro, on il cross arrivato fino a quota 0,98.
La palla ora si rimanda alle prossime riunioni della Fed e della BCE che non sono però vicinissime.

L'euro-dollaro può anche provare dei rimbalzi che però non sono suffragati per ora dai fondamentali.

Dai livelli attuali non è facile indicare dei taget al ribasso visto che siamo sui minimi e i supporti li devi andare a creare strada facendo.

Sui fondamentali il cross ha spazio per scendere ancora, mentre in caso di rimbalzo i vecchi supporti sono resistenze ora e mi riferisco a quota 0,99, 1,016 e 1,037.

L'oro si mantiene sotto quota 1.680 dollari. Quali le attese nel breve? 

L'oro è sceso sotto il supporto dei 1.680 dollari che lo ha soccorso sempre post-Covid, e lo ha violato per due motivi.

In primis perchè il gold è scambiato in dollari e la valuta USA è fortissima, quindi confrontato in altre valute l'oro sta tenendo eccome.

In secondo luogo, tanto più crescono le aspettative per i rendimenti dei bond, tanto più si perde interesse verso l'oro che non offre rendimenti. 

Ieri a un certo punto abbiamo visto il gold tornare baldanzoso ed è bastato il comunicato di Putin per farci capire che questa materia prima ha sempre quel valore di bene rifugio, unica variabile che al momento può agire a suo favore.

Dai livelli attuali l'oro può anche scendere, mentre al rialo già tornare sopra i 1.680 dollari è faticoso.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del petrolio?

In un contesto di congiuntura in cui è abbastanza evidente che anche le commodity hanno trovato il loro picco, un po' diverso è il discorso per il petrolio, la materia prima più presidiata dalla filiera produttiva e quindi anche quella meno facilmente interpretabile.

Il contesto macro fa pensare che il petrolio debba scendere e a drenare questo potenziale calo c'è l'attività dell'Opec che farà di tutto per frenare il più possibile la contrazione dei prezzi.

Al ribasso segnalo il baluardo degli 80 dollari, sotto cui l'oro nero potrà scivolare vero i 72 e i 70 dollari.

Fino a quando il petrolio manterrà la soglia degli 80 dollari potrà anche cavarsela, ma già superare l'area degli 85-87 dollari sarà faticoso.

Come valuta l'attuale impostazione delle Borse e quali i possibili scenari ora?

Se le Borse sono uno specchio dell'economia e alla lunga dovrebbero esserlo, è difficile pensare come l'azionario europeo possa fare meglio di quello statunitense, vista la diversa situazione tra i due Paesi.

In Europa però in questo momento i dip si comprano, come dimostrato dall'andamento della sessione odierna.
Questo in barba alle elezioni italiane che dovrebbero vedere la vittoria di una componente politica, forse la meno auspicabile per i mercati.

Per altri versi però si delinea la possibilità di una vittoria che renda il Paese governabile e questo sembra essere ciò che ai mercati piace di più rispetto all'ipotesi di una ingovernabilità. 

Mi aspetto che si vada a cercare un bottom per l'obbligazionario e a ciò si arriverà man mano che le Banche Centrali porteranno a compimento il rialzo dei tassi.

Una volta trovato il bottom per l'obbligazionario, nell'arco di 3-6 mesi si dovrebbe trovare quello per l'azionario che arriveranno quando i prezzi inizieranno a essere più convenienti e i rendimenti dei bond saranno meno attraenti.