Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'euro-dollaro e quali le attese nel breve?

L'euro-dollaro è abbastanza flat sotto quota 1,16, dopo che c'è stato un affondo verso 1,151 circa.

La situazione tutto sommato è abbastanza sotto controllo dopo la riunione della Fed che si è mostrata piuttosto accomodante.

Il cross è poco mosso all'indomani del colloquio alla Casa Bianca tra il capo economista della Fed, Lael Brainard, e il panel che dovrebbe valutare la conferma o la sostituzione del presidente Powell.

Brainard è piuttosto colomba e ciò ha portato ad un riposizionamento degli operatori a sfavore di dollaro, quindi con una tendenza alla risalita per quanto riguarda l'euro-dollaro.

Dovremmo vedere un po' di recupero di tonicità del cambio verso quota 1,165, se venissero confermate le pressioni rialziste.

L'oro si è spinto verso area 1.830 dollari, da lei più volte indicata di recente. Quali scenari ora?

L'oro sta seguendo il percorso contrario dei Fed Fund: in questi giorni c'è un riposizionamento degli operatori alla luce di questo colloquio informale che c'è stato tra Lael Brainard e il panel della Casa Bianca che si occuperà della conferma o della nomina di un nuovo governatore alla guida della Federal Reserve. 

Con l'arretramento dei rendimenti, il gold torna a ruggire verso i 1.830 dollari, con prossima proiezione in area 1.850 dollari.

Mi aspetto quindi di vedere una prosecuzione di questa fase di rialzo, anche se molto prolungata, prima di una stabilizzazione delle quotazioni dell'oro.

Il petrolio sta risalendo un po', mantenendosi per ora al di sotto dei massimi dell'anno. Cosa si aspetta ora?

Anche parlando del petrolio è confermata la visione che avevamo di un possibile ritorno su quota 80/81 dollari al barile.

Siamo poco sotto i massimi a 85 dollari toccati prima di fine ottobre e siamo in una situazione di wait and see.
C'è stata un po' di volatilità tra le prese di posizione dell'Opec+ e le richieste degli americani, e la situazione si è cristallizzata intorno agli 82 dollari al barile.

La palla passa all'Opec e gli americani dal canto loro hanno ricominciato a pompare abbastanza stabilmente 15 milioni di barili al giorno.

Situazione questa che impedisce ulteriori rialzi del petrolio, per cui ora bisognerà vedere cosa farà il Cartello e nel frattempo mi aspetto una stabilizzazione delle quotazioni sotto quota 82 dollari al barile.

I mercati azionari frenano un po', ma restano a poca distanza dai massimi. Si salirà ancora?

Non c'è niente da aggiungere rispetto a quello che continuiamo a ripetere da un po' di tempo.

Per il momento le aziende vanno bene, la liquidità continua ad esserci, le varianti del Covid-19 arretrano, le campagne vaccinali proseguono, quindi non ci sono al momento elementi per far presagire uno storno delle Borse rispetto ai rialzi che ci sono stati.

I mercati però sui livelli attuali iniziano ad essere nervosetti e a tal proposito segnalo uno studio pubblicato dalla Federal Reserve sul fatto che un periodo così protratto di rialzi dell'azionario, potrebbe portare ad una forte correzione nei prossimi mesi.

Per il momento il mercato non ci crede tanto e sfrutta la notizia di una Fed più accomodante malgrado l'inizio del tapering, e quindi non vede motivi per scendere.
Le Borse quindi continuano a segnare nuovi record, specie a Wall Street, e potremmo vederne altri nel breve