Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro continua a muoversi intorno all'area di 1,22: la salita partita da quota 1,17 è da considerarsi conclusa?

Per ora sembrerebbe che la spinta rialzista dell'euro-dollaro sia terminata, nel senso che l'andamento delle ultime giornate parrebbe confermare il raggiungimento di un'area di stabilità, con la possibilità di assistere ad una piccola discesa.

Hanno contributo in maniera abbastanza importante a fermare la salita dell'euro-dollaro gli acquisti da parte della BCE che sembrano essere leggermente superiori alle settimane scorse.

Da segnalare inoltre le dinamiche inflattive negli Stati Uniti che sembrano non conoscere pausa almeno per il momento. 

Tutto considerato, un po' di discesa dell'euro-dollaro è possibile ora, fermo restando che non mi aspetto flessioni importanti.

Probabile un movimento che possa riportare le quotazioni verso area 1,21 o anche al di sotto di tale soglia fino a 1,205 nelle prossime settimane.

Siamo in una fase di parziale lateralità, con la possibilità di aver visto il picco in area 1,226 circa, quale massimo toccato due settimane fa.

Possibile quindi un'inversione della tendenza a favore del dollaro, con conseguente ridimensionamento della moneta unica.

L'oro si mantiene poco al di sopra di area 1.900 dollari: quali i possibili scenari per le prossime sedute?

Per l'oro mi aspetto una dinamica abbastanza collimante con quella dell'euro-dollaro, nel senso che vedo un possibile storno dai livelli attuali.

Abbiamo centrato perfettamente il target di 1.900 dollari, anzi le quotazioni si sono spinte anche oltre e ora è possibile un po' di discesa legata principalmente ad un atteso apprezzamento del biglietto verde.

L'oro potrebbe così tornare al di sotto di area 1.900 dollari, con proiezione a 1.880/1.870 dollari, senza grandi strappi al ribasso.

Il petrolio sta toccando nuovi massimi dell'anno: la corsa al rialzo è destinata a proseguire?

E' abbastanza complesso valutare se la corsa al rialzo continuerà a o meno, perchè abbiamo una dinamica per cui il petrolio ha superato la soglia dei 67/68 dollari, toccando nuovi massimi.

L'andamento delle ultime ore tutto sommato è un po' interlocutorio, nonostante confermi l'outlook di forza che caratterizza l'andamento dei prezzi.

Siamo tutti in attesa dei meeting e delle determinazioni dell'Opec che per il momento ha fatto registrare una situazione di stallo.

Il Cartello stesso è in attesa della conclusione dell'accordo sul nucleare iraniano che potrebbe distendere o inasprire le attuali dinamiche di prezzo  quindi i rapporti dell'Iran con gli altri Paesi.

Sembra che possa esserci un accordo, almeno gli attori in campo si sono dimostrati fiduciosi, e questo è un segnale di distensione che potrebbe avere un impatto negativo sui prezzi del petrolio se dovesse ripresentarsi la produzione iraniana sul mercato.

Per il momento l'outlook di forza per l'oro nero è confermato e visto che si attende un possibile calo delle scorte negli Stati Uniti, ciò dovrebbe contribuire a mantenere il livello di prezzo del petrolio abbastanza elevato.

I mercati azionari restano ancorati sui massimi, in alcuni casi storici. Qual è la sua view sull'azionario?

I mercati azionari per il momento restano abbastanza tranquilli, nonostante ci sia un certo nervosismo di fondo che si vede nei movimenti cui continuiamo ad assistere.

L'outlook di fondo continua a non essere divergente da quello iniziato mesi fa e che continua a confermare la forza.
Da un certo punto di vista sembra che sul mercato in generale continui a vincere l'enorme liquidità che c'è in circolazione, con un continuo sostegno ai corsi da parte delle Banche Centrali.

Da più parti però iniziano ad arrivare segnali di nervosismo: c'è un indicatore, principalmente sull'azionario Usa, che si chiama Skew Index.

Questo indice sonda le coperture degli operatori rispetto ad eventi avversi sulla parte più estrema della curva e questo vuol dire che alcuni iniziano ad aspettarsi forti arretramenti delle Borse.

Per me giugno sarà ancora caratterizzato da una certa stabilità di fondo dei mercati, innescata sia dala contribuzione delle Banche Centrali per quanto riguarda la liquidità in circolazione, sia per l'attesa per le prossime trimestrali in arrivo a inizio luglio.