Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta salendo nuovamente dopo aver testato con successo la soglia degli 1,20: cosa prevede nel breve?

L'euro-dollaro nelle scorse sedute ha raggiunto la soglia spartiacque di area 1,20: sotto 1,198 il cross secondo me assume connotati ribassisti, con il rischio di flessioni verso 1,17 prima e 1,16 in seguito.

Con la tenuta di quota 1,20 le quotazioni possono salire verso 1,218 in primis e successivamente fino ai top dell'anno in area 1,235.

L'euro-dollaro deve decidere da che parte andare e sarà da vedere ora in quale direzione romperà, se al rialzo o al ribasso, motivo per cui il consiglio è ora di aspettare prudentemente prima di aprire nuove posizioni.

L'oro ha superato anche la soglia dei 1.800 dollari: il movimento rialzista in atto è destinato a proseguire?

Dopo aver superato l'area dei 1.800 dollari l'oro deve fare i conti con la soglia dei 1.815 dollari che sta mettendo sotto pressione nel pomeriggio.

La mia idea è che il gold possa spingersi oltre, con target successivo in area 1.830 dollari.
Solo con ritorni sotto i 1.800 dollari si tornerà nel trading range compreso tra questa soglia e i 1.765-1.740 dollari.

Il petrolio oggi frena dopo aver allungato ancora in direzione dei top dell'anno: cosa può dirci di questo asset?

Il petrolio dopo una fase di congestione ha deciso per il rialzo e ora sopra i 67/68 dollari si lancerà verso l'alto con un target in area 75 dollari.

La soglia chiave è quella dei 67/68 dollari, una resistenza forte che tiene dalla fine del 2018.

In un contesto in cui tutte le materie prime stanno aumentando, ci sono delle possibilità che l'oro nero sfondi i massimi dell'anno, candidandosi ad una salita fino a 75 dollari, con target intermedio a 70/70,5 dollari.

Le Borse hanno mostrato un po' di nervosismo nelle ultime giornate: come valuta l'attuale situazione?

In questo momento si evidenzia una dicotomia con il value contro il growth, quindi con il Nasdaq che soffre di più rispetto alla old economy.

Si sta un po' enfatizzando uno scenario che stiamo vedendo già da gennaio, con il listino tecnologico che fa un po' fatica malgrado le trimestrali molto buone del comparto.

L'Europa invece che è più ciclica vede i listini che reagiscono perchè c'è più value, somigliando un po' all'S&P500.
In generale vedo che gli indici azionari si sono un po' indeboliti e lo notiamo guardando anche a Piazza Affari.

In un periodo incerto, le trimestrali e le notizie in generale stanno pesando notevolmente nel bene e nel male sui singoli titoli.

In sostanza siamo in presenza di un mercato che non sa bene come muoversi e quindi in presenza di news compie dei salti in una direzione o nell'altra.

Non escludo in ogni caso dei ribassi delle Borse, soprattutto perchè mi pare di notare che i book, specie a Piazza Affari, sono particolarmente vuoti.