Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro ha frenato un po' dopo il recupero partito dai recenti minimi. Si aspetta ulteriori progressi nel breve?

Come dicevamo la settimana scorsa, probabilmente l'euro-dollaro è arrivato intorno all'area degli 1,12 e questo rimbalzo sembra più che un fuoco di paglia.

In primis perchè i dati sull'inflazione pubblicati ieri disegnano uno scenario in cui anche nell'Unione europea la dinamica dei prezzi si sta infiammando in maniera abbastanza importante.

Questo costringerà probabilmente Lagarde e colleghi a fare qualcosa in termini di contenimento della dinamica inflazionistica.

Inoltre, da un punto di vista della situazione globale, il movimento che ha visto protagonista il recupero del dollaro, dopo aver calmierato i prezzi dell'energia, comincia a far storcere il naso agli esportatori statunitensi, quindi doveva essere ragionevolmente contenuto in qualche modo e gli americani sono molto bravi a contenere i rialzi esagerati della loro valuta. 

Vediamo quindi un recupero dell'euro-dollaro che potrebbe estendersi nelle prossime giornate verso 1,14 prima e 1,145 in seguito.

Si tratta di un movimento che sta prendendo piede in manera abbastanza consistente, ma che dovrebbe andare solo a riequilibrare un po' queste estreme fasi di discesa che hanno visto protagonista l'euro-dollaro nelle ultime settimane.

L'oro si mantiene per ora sotto i 1.800 dollari. Quali le prospettive ora?

Per l'oro il livello di 1.790/1.800 dollari dovrebbe essere l'area di stabilità e la fase di recupero dovrebbe proseguire sulla scia dell'andamento positivo dell'euro-dollaro, ma dovrebbe fermarsi poco sopra i 1.800 dollari.

Negli ultimi mesi i prezzi sono stati molto compressi proprio intorno a questa soglia e anche il recupero del gold in scia al deprezzamento del dollaro non stupisce.

I prezzi del petrolio sono stati colpiti da un violento sell-off, complici le preoccupazioni legate alla variante omicron. Cosa può dirci di questo asset?

Sul fronte petrolifero non mi aspettavo che fosse così profonda la discesa, legata alla variante omicron che sta interessando soprattutto i mercati e le materie prime.

Si tratta di una situazione auspicabile dal punto di vista fondamentale, perchè nel lungo termine va a calmierare tutta una parte di inflazione legata alla materie prime che si era eccessivamente surriscaldata.

La discesa del petrolio è stata alimentata dal rafforzamento del dollaro e dalle preoccupazioni su eventuali nuove restrizioni legate alla variante omicron.

Potremmo vedere un'ulteriore discesa del petrolio verso quota 65 dollari, dove si dovrebbe incontrare un pavimento e quindi un argine ad ulteriori discesa.

Le Borse si confermano altalenanti dopo l'affondo accusato sul finire della scorsa settimana. Quali le previsioni per le prossime sedute? 

I mercati azionari stanno cercando di prendere le misure sulla nuova variante del coronavirus.

Si sa ancora poco, si sa che è molto infettiva, ma che gli effetti sono alquanto blandi, ma resta il fatto che è un elemento di preoccupazione.

Secondo me la scorsa settimana i mercati hanno sfruttato il pretesto della variante per scaricare un po' rispetto ai massimi che sembravano non vedere un limite, riportandosi su livelli leggermente più moderati.

Molto probabilmente questa settimana sarà ancora caratterizzata da un po' di debolezza relativa sugli indici azionari, in attesa di vedere i dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti e di capire come si muoveranno le Banche Centrali.

Per il momento mi aspetto in Borsa livelli più bassi rispetto ai recenti minimi, ma nessun tracollo almeno per il momento, con la possibilità di tornare a riposizionarsi sui top con maggior chiarezza sulla variante omicron.