Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro continua a oscillare intorno ad area 1,13, senza dare vita particolari movimenti. Cosa aspettarsi nel breve?

Come previsto, l'euro-dollaro è stato molto tranquillo nella seconda parte di dicembre, quando si è mosso in un range di circa una figura, confermando l'outlook di debolezza relativa della moneta unica nei confronti del biglietto verde.

I corsi sono rimasti abbastanza ancora a quota 1,13, molto sotto i massimi toccati in area 1,23 nella parte iniziale/centrale del 2021.

Dovrebbe essere confermata la parziale debolezza dell'euro contro il dollaro, con una significativa tendenza al rafforzamento di quest'ultimo.

Mi aspetto che questo trend prosegua, principalmente per l'aspettativa di un rialzo dei tassi e di un'accelerazione del tapering negli Stati Uniti.

Possibile quindi vedere un ulteriore arretramento dell'euro-dollaro che potrebbe scendere sotto quota 1,125 nelle prossime giornate.

Le Banche Centrali per il momento sono un po' lontane per essere prese in considerazione, quindi gli operatori si stanno spostando sulle prospettive di breve-medio termine.

L'oro sta provando ad allontanarsi da quota 1.800 dollari l'oncia. Cosa può dirci di questo asset?

Per l'oro non si segnalano movimenti di rilievo, con una certa stabilità a poca distanza dai 1.800 dollari, al netto delle oscillazioni di volatilità viste non più tardi della scorsa settimana quando il prezzo è salito fino a 1.830 dollari per poi crollare nuovamente a 1.800 dollari.

In scia al rafforzamento del dollaro potremmo vedere una discesa del gold verso i 1.790/1.780 dollari, ma nel medio termine siamo ancora a quota 1.800 dollari, da cui per il momento ci si sposta poco in maniera strutturale.

Nel breve quindi è possibile una discesa verso i 1.780 dollari, da cui si dovrebbe tornare a salire verso area 1.800 dollari.

Il petrolio sta salendo ancora dopo l'ok dell'Opec a un aumento della produzione. Si salirà ancora dai valori correnti?

L'Opec ha confermato l'aumento della produzione di 400.000 barili al giorno per febbraio.

C'è una revisione delle stime del surplus per il primo trimestre del 2022, ritoccate verso il basso e questo ha aperto le porte ad un ritocco dei livelli di produzione.

I prezzi dell'oro nero per il momento sono abbastanza stabili sui livelli attuali tra i 73 e i 77 dollari al barile.

Dalla fine di dicembre, a parte un po' di volatilità, non si è visto un eccessivo spostamento delle quotazioni.

Sembra che il combinato disposto tra aumento della domanda e livello di prezzi già calmierato rispetto agli 84/85 dollari visti a fine ottobre, dovrebbe aver già contribuito a rispondere alla valutazione dei prezzi che fa il mercato.

Possibile quindi una leggera discesa del petrolio nel breve, senza però sostanziali scostamenti rispetto ai livelli di prezzo attuali che sembrano abbastanza congruenti con quello che si aspetta il mercato.

Le Borse viaggiano su nuovi top di periodo e storici. C'è ancora spazio al rialzo nel breve?

Per il momento la musica è sempre la stessa: lo scemare dei timori legati alla variante Omicron e le stime di crescita del PIL portano le Borse a spostarsi verso nuovi massimi.

Per il momento non ci sono elementi che portino a far presagire una discontinuità rispetto allo scenario attuale.
L'inizio dell'anno è quindi all'insegna dell'euforia e del risk-on per l'azionario che ancora una volta resta al centro dell'attenzione.

Nel breve continueremo a vedere forza sull'equity e per adesso non avremo correzioni di alcun tipo.