Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro ha accelerato al ribasso dopo l'appuntamento di ieri con la Fed. Si scenderà ancora nel breve?

Mi sembra che il trend dell'euro-dollaro potrebbe continuare, con un target che potrebbe condurre anche fino a quota 1,10.

C'è da dire che intorno ai valori attuali il cross si sta assestando e se dovessimo vedere chiusure al di sotto di quota 1,1550, allora significherebbe che il consolidamento è finito e allora si continuerebbe a scendere.

Fino a quando non si chiuderà al di sotto di 1,1550, l'euro-dollaro potrebbe rimanere in trading range tra questo livello e area 1,17.

Certo, fino a quando 1,17 non sarà superato, eventuali rialzi restano occasioni di vendita per l'euro-dollaro, la cui intonazione è negativa.

L'oro si mantiene poco sotto i 1.800 dollari l'oncia. Qual è la sua view su questo asset?

Sono mesi che abbiamo un livello ricorrente per l'oro e mi riferisco ai 1.865 dollari, l'asta del pendolo.

Per l'ennesima volta ieri le quotazioni sono arrivate su questa soglia e se venisse ceduta al ribasso, la discesa potrebbe condurre verso i 1.725 dollari prima e i 1.680 dollari in seguito.

A me sembra che si potrebbe però guardare più dall'altra parte, ma la vera resistenza non è a 1.800 dollari, ma a 1.830 dollari.

Il petrolio ha indietreggiato dai recenti massimi dell'anno. E' solo una pausa prima di nuovi rialzi?

Il petrolio è in trading range tra 80 e 85 dollari e ieri abbiamo visto il test del supporto, dove i corsi sono arrivati con una certa violenza.

Per ora però la soglia supportiva tiene, ma sotto gli 80 dollari l'oro nero scenderà a 76,5 dollari, mentre sopra la partita si giocherà a 85 dollari.
Oltre questo livello ripartirà il movimento rialzista del petrolio, con target a 100 dollari.

I mercati azionari continuano a segnare nuovi massimi. Si salirà ancora fino a Natale?

Il rialzo dei mercati azionari non è razionale dal punto di vista dei fondamentali, visto che i prezzi di molti titoli sono cari.

La motivazione di questa situazione è che in primis non ci sono alternative all'equity e anche volendo rimanere fuori dal mercato bisognerà fare i conti con l'inflazione.

I mercati azionari sono cari, ma non c'è alternativa, e il fatto che i rendimento stanno salendo indica che ci sono ancora soggetti che stanno vedendo obbligazionari e stanno andando a comprare le azioni.

Le Banche Centrali con il tapering iniettano meno liquidità nel sistema ma di fatto continuano a metterla.
Le Borse quindi sembrano destinate a salire ancora, visto che l'azionario ha ancora un rendimento reale e favorevole rispetto all'obbligazionario.