Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ha fallito il tentativo di riportarsi sopra quota 24.000 e si sta riportano in direzione dei recenti minimi. Quali scenari ora?

Il grafico settimanale del Ftse Mib non mi cambia la view ribassista che ho già espresso nell'ultima intervista.

Potenzialmente una lettura bearish del mercato può ancora starci, alla luce anche della settimana di Borsa che si conclude oggi e che si è rivelata interlocutoria.

Sul grafico daily lo scenario non è molto diverso, con il Ftse Mib che sta lateralizzando da varie sedute, ma da quel che vedo si tratta di sessioni più negative che positive.

La discesa di lunedì scorso è stata caratterizzata da una shadow molto ampia che teoricamente avrebbe potuto portare alla chiusura del gap tra il 15 e il 16 marzo scorsi.

Secondo me però se la candela non ci va con il corpo intero, di fatto il gap non è chiuso, motivo per cui è ancora possibile una discesa che porti a colmare il suddetto gap, con un approdo in primis in area 23.500.

La lateralità che sta caratterizzando il Ftse Mib la vedrei più come una tendenza ribassista che porti alla chiusura del suddetto gap.

E' ben notare che l'indice ha lasciato aperto un gap tra il 21 e il 22 aprile poco sotto i 24.500 punti.

A mio avviso però ritengo poco probabile che questo gap sia chiuso nel breve, ritenendo al contrario più plausibile che sia colmato il gap di area 23.500.

L'euro-dollaro è salito sulle montagne russe dopo l'appuntamento con la Fed. Quali le attese nel breve?

Dal 27 aprile scorso l'euro-dollaro si mantiene in una fase di lateralità che appare bene sul grafico H4.
Il prezzo si trova sotto la media mobile a 100 periodi, per cui sembrerebbe che la fase ribassista non sia sta ancora annullata del tutto.

In caso di violazione di area 1,05 l'euro-dollaro scivolerà ulteriormente al ribasso e anche velocemente.

Il dollaro continua a fare la voce grossa e nell'immediato sarà da monitorare la soglia di 1,054, dove transita a media mobile a 20 periodi.

Un abbandono di questo livello proietterà subito il crosso a quota 1,05 e molto probabilmente anche più in basso, con possibili discese fino ai minimi di sempre a quota 1,035, sui minimi di inizio gennaio 2017.

Al momento non ci sono segnali che lascino pensare a una ripresa dell'euro-dollaro che, salvo sorprese, pare destinato ancora scendere, visto che graficamente mancano appigli per pensare a una ripresa.

L'oro si è riportato sotto quota 1.900 dollari. Cosa può dirci di questa commodity?

L'oro sta disegnando minimi più alti di quelli precedenti e potrebbe anche tentare ulteriori recuperi, pur rimanendo al momento tra la media mobile a 20 e quella a 100 periodi.

Quest'ultima transita poco sopra i 1.920 dollari, livello che il gold potrebbe tentare di raggiungere.

In mancanza di questo spunto, l'oro scenderebbe verso la media mobile a 20 periodi a 1.874 dollari, con il rischio di flessioni successive verso i 1.860 dollari, ma in questo momento vedo il gold più rialzista che ribassista.