Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Paciello Trading Academy, al quale abbiamo rivolto alcune domande sul quadro intermarket e sulle strategie da seguire.

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L'euro-dollaro sta tornando velocemente indieto dopo gli ultimi progressi. Questo calo è solo una pausa o l'inizio di un nuovo ribasso?

L'euro-dollaro con il recente rialzo ha centrato un obiettivo grafco particolarmente evidente e mi riferisco all'area di 1,035, soglia di resistenza molto significativa.  

Per quanto mi riguarda, quindi, il cross sta giustamente correggendo avendo raggiunto un target di breve.
Perchè l'euro-dollaro superi questa doppia resistenza, sia statica che dinamica, ci vorrebbero delle motivazioni macro che in questo momento, in pieno contesto estivo, probabilmente non ci saranno.

Il mercato rimane legato a una dinamica di trading range e l'euro-dollaro si prende una pausa dopo aver completato la fase di breve ascendente.

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Da tener presente che in quest'ottica di trading range, l'oscillazione attesa è all'interno dell'intervallo compreso tra il recente massimo a 1,037 e un minimo in zona 0,9965 euro.

Tra questi due livelli l'euro-dollaro non abbandona la fase di incertezza e resta in una dinamica poco indicativa per investimenti di lungo, ma magari ideal per piccole speculazioni: in altre parole si compra la parte bassa e si vende quella alta.

Cosa può dirci del dollaro-yen?

La situazione per il dollaro-yen rimane tutto sommato inalterata: dopo i recenti massimi che hanno avvicinato zona 139,5, il cross ha visto una correzione abbastanza violenta e significativa.

Da ricordare che il rialzo impressionante registrato negli ultimi tempi dal dollaro-yen, è stato determinato non certo dall'attività di piccoli operatori, ma dall'interventismo della Banca Centrale del Giappone.

Ci sono segnali di stanchezza, ma non appena il dollaro rialza la testa, questa volontà di svalutazione dello yen lo porta subito a veloci rimbalzi.

Anche per questo cross siamo in pieno trading range, con un'area supportiva a 130,4 e una resistenza a 139,4.
Non mi sembra che ai prezzi attuali ci siano implicazioni intermarket particolari e il mercato si conferma più adatto al trading.

L'oro sta cercando nuovamente l'aggancio di quota 1.800 dollari. Quali le attese nel breve?

Il grafico dell'oro negli ultimi tempi è in assoluto il più preciso. Il gold ha effettuato un recupero veloce e molto bello sulla tenuta del grande supporto statico a 1.780 dollari ed è andato a cercare la prima resistenza significativa in area 1.805 dollari.

Per me l'oro è arrivato, ha completato il suo rialzo e si presta a piccole speculazioni ribassiste.

L'eventuale superamento al rialzo di quota 1.805 dollari sancirebbe l'abbandono della fase di debolezza e di trading range e l'avvio di dinamiche rialziste molto interessanti.

Per ora il gold è arrivato dove doveva arrivare e lì giustamente si è fermato: io personalmente qualche piccolo intervento al ribasso lo sto provando.

Qual è la sua view sul petrolio e quali le attese nel breve?

In un mercato assolutamente legato alla logica di trading range, il petrolio ha rimbalzato dai recenti minimi in zona 87 dollari e in ara 94,5/95 dollari aveva la prima resistenza dove giustamente si è fermato.

Sia a livello di volumi che di impostazione, non ci sono gli operatori che possano decretare il superamento di area di supporto o resistenza particolarmente significative.

Il petrolio sta semplicemente oscillando e vale l'antico adagio: compra quando è basso e vendi quanto è in alto.
Solo un superamento di area 96 dollari aprirebbe scenari di ulteriori apprezzamento, con target a 100 dollari.

In ottica di trading però, fino a quando non andrà oltre i 96 dollari, il petrolio è tecnicamente arrivato e forse si predispone a qualche piccola operazione al ribasso.

Cosa può dirci in merito al recente andamento delle Borse e quali i possibili scenari ora?    

Quando chiudiamo questa panoramica intermarket mi rifaccio solitamente ai listini nordamericani.
Oggi, invece, quello che mi piace di più per la sua precisione tecnico-grafica è proprio il Ftse Mib.

Il suo rimbalzo, almeno per ora, è arrivato con precisione millimetrica a centrare area 23.000, dove troviamo la resistenza dinamica ribassista di lungo periodo, nata a gennaio scorso.

Si tratta di un ostacolo non facile da superare che ha quindi una duplice valenza: al momento propendo per una visione ribassista, infatti sto vendendo, anche perchè la resistenza è molto evidente e c'è inoltre una divergenza ribassista.

Vado però a sottolineare che la resistenza è così visibile e forte che in caso di superamento aprirebbe scenari rialzisti anche molto significativi, ma per ora la mia chiave di lettura è short.