Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è tornato a indebolirsi sotto quota 1,05. Quali i possibili scenari ora?

Sull'andamento dell'euro-dollaro pesano le dichiarazioni di ieri del presidente della Fed.
Powell ha detto che l'obiettivo è combattere l'inflazione, anche a rischio di creare un rallentamento che noi sappiamo già che significa recessione, come da lui stesso detto al Congresso.

Dobbiamo ricordare che quando Powell parla alle riunioni della Fed parla il politichese, mentre di fronte al Congresso dice la verità, perchè altrimenti lì può passare dei guai.

Di fronte a un atteggiamento così risoluto della Fed, che pure è in ritardo nei suoi interventi, la BCE per motivi di congiuntura non può mettere in campo la stessa risolutezza.

Questa differenza tra le due banche centrali si riflette nel cambio euro-dollaro, per cui attenzione perchè se non dovesse tenere il supporto importante a 1,037, il target diventerà la parità, visto che quest'ultima non è più un tabù.

Se al contrario il cross dovesse difendere quota 1,037, allora non ci sarà inversione di breve termine fino a quando non si supererà quota 1,06 e non ci sarà inversione di medio prima di una violazione di area 1,08.

L'oro sta scivolando sempre più in basso verso area 1.800 dollari. Qual è la sua view su questo asset?

Come ho detto altre volte, l'oro a mio avviso sta facendo il cammino di Santiago alla ricerca di se stesso, ma in realtà è poco mosso.

Da due mei il gold sta caricando una molla che potrebbe scaricarsi verso l'alto o verso il basso  ciò lo scopriremo solo dopo.

Un segnale si avrebbe con il superamento al rialzo dei 1.900 dollari o al ribasso di 1.780 dollari.
Sotto quest'ultima soglia ci sarà il pericolo forte di un'accelerazione verso area 1.680 dollari.

C'è un contesto in cui l'oro può scendere, dato magari dalla pace tra Russia e Ucraina e da una Fed meno aggressiva.
Siccome però credo che la pace si farà più avanti e che la Banca Centrale americana rimarrà falco per un po' di tempo, mi aspetto che l'oro semmai possa essere pronto a balzare verso l'alto più che verso il basso.

Il petrolio è tornato al di sotto dei 110 dollari. Si aspetta ulteriori ripiegamenti?

Lasciando da parte l'oro che ha una figura un po' speciale, c'è tutto il mondo delle commodity che sta spingendo il ritracciamento.

C'è stata anche tanta speculazione sulle materie prime e ora senza che ci sia per forza un tema che racconta di ribassi, le commodity sembrano un po' arrivate.

Il petrolio per ora tiene anche in virtù del contesto geopolitico, senza il quale forse saremmo già a 95 dollari.
Al ribasso credo che a 100 dollari troviamo un target, ma il vero supporto è in area 95 dollari, mentre al rialzo la prima resistenza è a 115 dollari e la seconda a 123 dollari.

Cosa può dirci in merito al recente andamento delle Borse e quali i possibili sviluppi nel breve?

Sia il Dax che il Ftse Mib non sono ancora tornati sui minimi del 7 marzo, mentre l'Eurostoxx50 nei 3.400 ha un supporto che è lo stesso del 7 marzo, ma se si guarda anche più indietro si nota che si tratta di un livello importante, sotto cui c'è un bel vuoto compresso.

Sotto i 3.400 punti di Eurostoxx500 in Europa si avrebbe uno scenario molto negativo e vedo anche il pericolo che l'S&P500 torni a testare i 3.650 punti che lo hanno sostenuto di recente e sotto il livello appena indicato si avrà come target l'area dei 3.200 per l'indice statunitense.

Ho la sensazione che una parte importante del ribasso è stata fatta e ora si tratta di cercare un'area da cui si può tentare un consolidamento.

Mancherebbe sui mercati che venga l'esasperazione a chi per l'ennesima volta vede un potenziale rimbalzo convertirsi in un ribasso e a quel punto va nel panico.

Mi aspetto un po' di sciacquone sui mercati, in ragione del fatto che molte delle società che compongono il paniere e che fino a ora hanno dato ottimi rendimenti, se viene una forma di recessione o peggio ancora di stagflazione, che in Europa è più probabile, non possono continuare a macinare utili con queste caratteristiche.

Devono quindi cambiare la narrativa e raccontare dei profit warning e a quel punto le stime degli analisti drammaticamente cambiano.

L'appetito verso il mercato dipenderà da questo e non da un fattore tecnico-grafico.