Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro ha recuperato dalla parità in attesa dell'appuntamento odierno con la BCE. Cosa aspettarsi ora?

L'euro-dollaro ha ripreso quota perchè qualcuno ha insinuato l'aspettativa che la BCE potebbe alzare i tassi dello 0,5% invece che dello 0,25% oggi.

Secondo me il movimento di recupero dell'euro-dollaro potrebbe avere un target a quota 1,037, ma non mi sembra ipotizzabile che si vada oltre questo livello.

Se però la BCE dovesse alzare i tassi di 25 punti base e non già di 50, credo  he torneremo a vedere un euro-dollaro navigare verso la parità.

Poi si andranno a guardare le aspettative della Fed che è attesa magari a un rialzo dell'1% e non dello 0,75% già scontato dal mercato.

Ricordo che sono stato tra quelli che sostenevano che avremmo visto presto la parità e che appena toccata avrebbe visto il mercato reagire in qualche modo.

Ora ritengo che la parità sarà rivista, ma ci vorrà il tempo che il mercato ci arrivi perchè credo che questa volta andremo sotto la parità.

L'oro si è spinto a un passo da quota 1.680 dollari l'oncia. Quali i possibili scenari nel breve?

L'oro arriva su un supporto che post-Covid è la madre di tutti i supporti, ma approda su questa soglia nel totale disinteresse generale.

Di solito, uno strumento finanziario arriva su un dato supporto perchè c'è un tema e lo stesso accade quando approda sulle resistenze.

In questo caso non c'è un tema negativo sull'oro, non fosse altro per il rialzo dei tassi del decennale USA.
Come bene rifugio forse il gold avrebbe anche motivi di esistere, quindi mi preoccupa che si arriva in sordina su un livello di supporto di tale portata.

Tecnicamente, se l'oro dovesse scendere sotto 1.680 dollari, il grafico in dollari sarebbe decisamente compromesso.
Se però viene l'idea di valutare il grafico dell'oro in euro, perchè il suo effetto porto sicuro vale più per chi ha euro che dollari, ci si accorge che il grafico cambia completamente.

In euro si nota che quello recente di marzo non è stato un doppio massimo, ma un deciso nuovo top, e quello attuale è solo un piccolo ritracciamento in un canale rialzista molto forte perchè l'euro ha perso così tanto contro il dollaro che l'effetto sul grafico dell'oro è decisamente diverso se lo si guarda nell'una o nell'altra valuta.

A mio avviso il gold continua a essere uno strumento finanziario di un certo interesse, ma in questo momento il mercato lo sta ignorando.

L'auspicio è che l'oro non vada sotto i 1.680 dollari perchè questo sarebbe un segnale davvero molto negativo.

L'oro sta arretrando con decisione, scendendo sotto la soglia di 96 dollari. Coa può dirci di questo asset?

Per il petrolio è molto nitido il trading range 95-123 dollari e lo spike recuperato nello stesso giorno a 90 dollari, fa il paio con quello a dollari.

Entrambi sono eccessi, mentre il range consolidato è tra 95 e 123 dollari.

Il petrolio rimane su livelli alti sia per la capacità dell'Opec di fare il suo interessante, ma anche perchè la guerra tra Russia e Ucraina si fa meno sentire, ma c'è.

Se il petrolio dovesse consolidare al di sotto dei 95 dollari, sarà destinato a calare ancora verso quota 90 dollari prima e 85 dollari in seguito.

Come valuta l'attuale impostazione delle Borse e quali le possibili evoluzioni nel breve?

Negli Stati Uniti è in atto un bel bear trend rally, cioè un rally potente, perchè figlio di ricoperture, che però sembra contro trend.

Il fatto che questo rialzo avvenga non in conseguenza, ma prima di eventi che possono essere market movers, conforta la mia teoria secondo cui a comprare ora chi è short piuttosto che qualcuno che si posiziona long perchè vuole anticipare la Fed.

E' molto difficile dire quando finisce un bear tred rally, tenendo presente che la rottura al rialzo dei 3.900 punti da parte dell'S&P500, significa che i 4.000 e i 4.150 punti potrebbero essere alla portata.

Il primo supporto ora è a quota 3.900 punti, sotto cui si guarderà ai 3.750 e ai 3.650 punti.

Discorso a parte merita il Ftse Mib che si era preso un salvagente di 1.000 punti con l'arrivo di Draghi e che ora dovrebbe restituirli con un po' di interessi.

Credo che il movimento ribassista dell'indice possa portare a un approdo intorno ai 20.000 punti dove andrà a parare l'effetto Draghi con la caduta del Governo.