Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è tornato sotto quota 1,21: il rialzo partito dagli ultimi minimi è da considerarsi concluso?

Per l'euro-dollaro vale ancora lo stesso discorso fatto nell'ultima intervista, ossia che l'area 1,20 è quella spartiacque.

Fino a quando il cross si mantiene al di sopra di tale soglia resterà impostato al rialzo e potrà puntare prima ad un nuovo test di area 1,218 e poi allungare verso i massimi dell'anno a 1,235.

Al momento l'euro-dollaro resta intonato verso l'alto e fino a quando non si scenderà al di sotto di quota 1,20 non vedo uno scenario che cambia.

Sotto la soglia appena indicata invece il cross potrebbe anche tornare in area 1,17, segnalando però un livello intermedio a quota 1,19.

L'oro è tornato indietro, mantenendosi per ora al di sopra di area 1.800 dollari. Quali le attese nel breve? 

L'oro sta patendo molto il fatto che è un'alternativa all'investimento in bond e più aumentano i rendimenti di questi ultimi e più il metallo giallo è meno attraente.

Dai livelli attuali mi aspetto che il test dell'oro possa estendersi anche fino a 1.800 dollari, sotto cui cambierebbe lo scenario.

C'è da dire che dall'area di prezzo appena indicata il gold potrebbe anche rimbalzare e in tal caso avrebbe un primo target sulla resistenza di area 1.835/1.850 dollari.

Il petrolio sta tornando nuovamente indietro dopo aver provato ad allungare verso i massimi dell'anno. E ora?

Per il petrolio l'area dei 65-67 dollari è molto ostica, visto che è dal 2018 che le quotazioni non vanno oltre questi valori.

Al di sopra dei 65-67 dollari si apre uno scenario rialzista con spazio di crescita fino ai 75 dollari, ma fino a quando il petrolio è al di sotto della resistenza rimarrà in trading range.

Vorrei segnalare che molte delle tensioni legate all'inflazione derivano dal rialzo delle materie prime.
Si continua ad avere un rame molto costoso, ricordando che è alla base della produzione dei semiconduttori, di cui c'è penuria in tutto il mondo.

Negli Stati Uniti abbiamo visto l'effetto di ciò, con una riduzione del settore automobilistico per il nuovo, con un decollo dell'usato.

Le Borse sono tornate a mostrare volatilità e nervosismo: quali scenari prevede ora?

C'è una dicotomia tra Europa e Stati Uniti, con questi ultimi che stanno vivendo tutto quanto detto prima.
La sensazione è che l'azionario Usa è più debole e questo processo che si sta innescando a mio avviso è una svolta.

I mercati risentiranno nel lungo periodo del ripristino del canale verso i bond, ma di solito i primi adeguamenti fanno molto rumore e dopo diventa più una cosa goccia dopo goccia.

La partita si gioca tra chi come Powell sostiene che l'aumento dell'inflazione è solo temporaneo, e quelli come me che dicono ad esempio: tengo duro finchè posso e il caffè lo vendo ancora a 1,10 euro e mi rifiuto di aumentarlo a 1,20 euro, ma il giorno in cui ciò avverrà non si tornerà indietro.

Ho coniato un termine che non è stato usato ancora da nessuno ed è "inflazione da sopravvivenza".
In altre parole, le attività aumenteranno i prezzi perchè potranno dare la colpa a vari fattori.

Tornando alle Borse diciamo che potrebbero fare qualsiasi cosa, trattandosi di un momento delicato.

Fino ad un po' di tempo fa ero confidente che ogni ribasso fosse un'opportunità di acquisto, ma ora, pur non escludendo ciò, non mi metto sul supporto.

In altre parole lascio che il mercato evolva e se ad un certo punto vedo che c'è un pattern, allora posso entrare.
Questa volta quindi non si compra sul dip ma sul reversal, se avviene, perchè si avvicina sempre più il momento in cui i supporti non terranno.

Per il Ftse Mib segnalo in particolare che il supporto è a quota 23.700/23.800, soglia di prezzo avvicinata oggi, motivo per cui invito a fare attenzione.