Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.

Il Ftse Mib è arrivato a testare nuovi top dell'anno in area 27.00, da cui ha frenato un po'. I livelli raggiunti sono un punto di arrivo o si tratta sono di una pausa prima di nuove salite?

Per il momento leggerei l'evoluzione del Ftse Mib delle ultime due sedute come una pausa, destinata a lasciare spazio a nuovi rialzi in seguito, fino a prova contraria.

Eventuali ritracciamenti del Ftse Mib potranno portare prima verso i massimi di agosto in area 26.700/26.650 e uno scenario di questo tipo non è da escludere nel breve.

In ogni caso non cambierebbe la view positiva sul Ftse Mib se l'area appena indica svolgerà adeguatamente la sua funzione di supporto.

Leggerei un primo segnale di crisi solo con discese verso i 26.300/26.200 punti, sotto cui cambierà un po' lo scenario a Piazza Affari.

Parlando invece di un ulteriore rialzo, superato lo step in area 27.000, il Ftse Mib potrà puntare a quota 27.500/27.600 punti.

Stiamo parlando di livelli che il mercato non vede più da luglio 2008 e non sarà facile quindi superare questi ostacoli in prima battuta.

L'euro-dollaro sta lateralizzando tra 1,16 e 1,165. Quali le attese per le prossime sedute?

L'euro-dollaro ha mantenuto i livelli della media mobile a 200 periodi, ma la mia idea è che possa scendere ancora.

Segnalo un primo supporto a 1,15716, che corrisponde al minimo di due giorni fa, e su tenuta di questa soglia l'euro-dollaro potrebbe anche ripartire al rialzo.

Diversamente, una discesa al di sotto del livello appena indicato, l'euro-dollaro potrebbe scendere verso 1,15243 e poi arretrare ancora fino a 1,15 prima e in seguito in direzione di quota 1,148/1,145.
In sintesi, la mia view sull'euro-dollaro è più ribassista che laterale in questo momenti.

Il petrolio sta arretrando dai recenti massimi dell'anno. Cosa può dirci di questo asset?

Il petrolio ha incontrato una battuta d'arresto in area 85 dollari e ha avviato una pausa che potrebbe durare nel breve.

Se l'oro nero non supererà i massimi di lunedì scorso in area 85,4 dollari e non tornerà sopra gli 82,5 dollari, potrebbe scendere ancora verso quota 80 dollari.

Sarà importante capire se il movimento partito dai top di lunedì scorso sarà un semplice ritracciamento oppure no.
E' molto difficile stabilirlo e sarà importante quindi seguire l'evoluzione del petrolio nel breve per cercare di dare una risposta a questo interrogativo.

Segnalo un piccolo gap aperto tra il 7 e l'8 ottobre scorsi, con una chiusura a 77,96 il giorno 7 e un'apertura a 78,47 dollari il giorno dopo.

Non è eccezionale come finestra, ma è possibile che il petrolio possa anche approdare su questi livelli per chiudere questo piccolo gap, rimanendo in ogni caso in un'ottica rialzista.

Un tracollo per il petrolio partirebbe solo al di sotto dei 72 dollari, ma fino a quando non andrà a toccare tale soglia l'impostazione resterà long.