Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri ha raggiunto nuovi massimi di periodo al di sopra di quota 28.000 punti. Il rialzo in atto è destinato a durare?

Dall'analisi del grafico del Ftse Mib, andando indietro nel tempo e precisamente fino al 2008, si evidenzia un livello di prezzo poco sopra i 28.300 punti, dove è stato lasciato aperto un gap il 12 settembre di quell'anno.

L'apertura di quella sessione è proprio a 28.318 punti, quindi a mio avviso il Ftse Mib punterà in primis a questa soglia nell'immediato.

I 28.318 punti sono quindi la prossima tappa al rialzo per l'indice che, una volta superata tale soglia, si aprirà ulteriori spazi di crescita al rialzo.

E' probabile che il Ftse Mib vada a chiudere questo gap, superando dopo i 28.400/28.500 punti, con proiezione successiva in area 29.000.

Di fatto fino a questa soglia di prezzo non ci sono ostacoli di rilievo, tali da poter frenare la spinta rialzista del Ftse Mib.

Graficamente segnaliamo che tra le sessioni del 3 e 4 gennaio è stato lasciato aperto un piccolo gap e se da una parte ciò non implica necessariamente un calo, dall'altra non sarà da escludere un ritorno sui massimi del 3 gennaio a 27.779 punti.

Anche se dovesse materializzarsi una flessione verso questa soglia di prezzo, il Ftse Mib non andrà ad inficiare il trend in atto che potrà portarlo in alto fino ai 29.000 punti.

L'euro-dollaro sta provando nuovamente ad allontanarsi da quota 1,13. Sarà la volta buona?

L'unica cosa che può fare ora l'euro-dollaro è cercare di raggiungere la parte alta del rettangolo che si è creato e mi riferisco a quota 1,138/1,139.

Al momento non sembra che il cross possa mostrare forza rialzista, anzi sul grafico si nota questa flag che farebbe pensare a una discesa dei corsi piuttosto che a una salita.

Qualcosa che mi suggerisca la fine del ribasso sarà il superamento di quota 1,14/1,143, perchè solo così l'euro-dollaro potrà dimostrare qualcosa.

Si tratterebbe in ogni caso di un segnale blando, perchè sul settimanale siamo in una posizione che di fatto non dice nulla.

Fino a quando l'euro-dollaro si manterrà al di sopra di quota 1,117/1,116 si potrà confidare in un recupero, fermo restando che il dollaro continua a mostrare una grandissima forza in questo momento.

Sul grafico c'è stata una piccola evidenza di una divergenza settimanale che però credo abbia già esaurito il suo percorso.
Di fatto graficamente non c'è nulla che mi possa dire che l'euro vuol salire contro il dollaro.

Il petrolio continua a spingersi in avanti dopo il meeting dell'Opec+ e il report sulle scorte USA. Quali le attese nel breve?

Il petrolio ieri ha aperto gli scambi con un gap-down che ha subito colmato e ora la prossima tappa al rialzo può essere quella degli 80 dollari al barile.

Vedere un petrolio su livelli così alti con un'economia che ancora mostra incertezze non mi convince più di tanto, ma prendo atto dei dati che il grafico mostra in questo momento.

Non si può far altro quindi che guardare all'area degli 80 dollari visto che la tendenza rimane rialzista e non ci sono picchi che possano far pensare ad una perdita di momentum.

Potrebbe essere interessante la zona di resistenza compresa tra i 78,8 e i 79,5 dollari, ma a mio avviso difficilmente andrà ad ostacolare il cammino rialzista dell'oro.