Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta tornando indietro alla vigilia dell'annuncio della BCE sui tassi. Qual è la sua view sul cross?

Sull'euro-dollaro mi aspetto una situazione molto tranquilla fino a domani. L'atteggiamento della Fed molto probabilmente, a sorpresa, potrebbe essere più quieto e calmo rispetto a quello che ci si aspetta.

L'inflazione continua a essere molto alta, ma potrebbe dare qualche segno di cedimento da agosto e settembre, limitando così la necessità da parte della Fed di agire con aggressività sul fronte del rialzo dei tassi.

Per il momento tutti si aspettano un rialzo di 75 punti base nella riunione di domani, una mossa abbastanza scontata dal mercato.

Sarà importante vedere quello che dirà il presidente Powell a margine, cioè se il rialzo di domani sarà soltanto il primo di un'altra serie, o se al contrario la Fed inizia a incorporare il collasso delle materie prime e dell'energia, il che potrebbe dare una calmata alle prospettive di inflazione.

Probabilmente l'euro-dollaro si muoverà con rinnovata pressione ribassista per un miglioramento dell'outlook sul dollaro, ma se Powell dovesse lasciare intendere che ci sarà un atteggiamento più legato ai dati e questi dovessero rivelarsi moderati, molto probabilmente potremmo aver visto il pavimento per l'euro-dollaro.

Almeno fino a domani mi aspetto comunque che permanga la debolezza del cross, in attesa di nuove indicazioni dalla Fed.

L'oro continua a stazionare sopra la soglia dei 1.700 dollari. C'è spazio per ulteriori recuperi o si aspetta nuovi cali?

L'oro secondo me seguirà un po' la dinamica del dollaro, nel senso che nel medio termine continua a mantenersi su una fase di debolezza relativa rispetto ai massimi toccati a 2.070/2.080 dollari.

Sembra però si stia iniziando a intravvedere la possibilità di un recupero, specie se l'atteggiamento della Fed non sarà così aggressivo sul fronte dei tassi.

Di converso, e similmente a quanto accadrebbe per l'euro-dollaro in caso di una Fed molto aggressiva, potremmo vedere una discesa abbastanza marcata dell'oro sotto i 1.700 dollari.

Per il momento lo scenario più probabile può essere quello di un piccolo rimbalzo in vista di una Fed che da una parte domani alzerà i tassi dello 0,75%, ma dall'altra potrebbe essere più attenta ai movimenti dei prezzi delle materie e a quelli dell'inflazione.

Il petrolio è di nuovo in calo dopo un tentativo di allungo oltre i 98 dollari che non è andato a buon fine. Quali le attese nel breve?

Il petrolio sta trovando e testando la sua area di stabilizzazione dopo le forti salite e la volatilità viste nei mesi scorsi.
Secondo me nel breve l'oro nero non andrà oltre i 100 dollari al barile, e comunque non in maniera stabile.

C'è la possibilità di un ritracciamento perchè il movimento globale sembra iniziare a scontare la possibilità di una recessione, quindi una diminuizione della domanda.

In assenza di dati o di dichiarazioni da parte dell'Opec o di sconvolgimenti particolari, potremmo vedere una discesa del petrolio, le cui quotazioni dovrebbero attestarsi intorno ai 95 dollari.

Cosa può dirci in merito al recente andamento delle Borse e quali i possibili scenari ora?

Vedo i mercati azionari USA messi meglio di quelli dell'Europa che resta ancora sotto stress.

Nell'ultima settimana i mercati americani hanno visto un recupero anche abbastanza marcato, mentre l'Europa è rimasta alla finestra, con il Dax in rosso rispetto ai livelli della scorsa settimana.

Vedo ancora un periodo di volatilità e prosecuzione della fase di debolezza, quindi questi piccoli rimbalzi potrebbero proseguire, ma non sono indicativi di un'inversione di tendenza o di sentiment sul mercato.    

La fase interlocutoria che stiamo vedendo in Borsa, molto probabilmente proseguirà oltre la riunione della Fd, quindi probabilmente vedremo un agosto non particolarmente caldo nè volatile.