Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto delle domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro si sta riportando verso quota 1,05 dopo aver tentato un recupero. Come valuta l'attuale situazione e quali le attese ora?

L'euro-dollaro ha segnato un minimo il 28 aprile a 1,047 e da allora ha cercato di rialzare la testa, soprattutto nella seduta del 4 maggio.

Si è creata però una congestione tra i minimi citati poc'anzi e i massimi del 5 maggio in area 1,064.
C'è questo range di prezzo in cui sta lavorando l'euro-dollaro e ora bisogna vedere un po' da che parte avverrà la rottura.

Visto il trend in atto è molto più probabile che l''uscita dal trading range avvenga verso il basso.

Con una rottura dei minimi il target sarebbe a 1,0356 e non escludiamo il fatto che l'euro-dollaro possa vivere anche delle sedute al rialzo, magari andando a violare la resistenza a 1,064.

A quel punto il cross potrebbe salire ancora verso area 1,0735/1,074, ma ritengo che al momento sia più probabile una rottura al ribasso che al rialzo.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'oro e quali i possibili scenari nel breve?

Per l'oro avevamo un supporto molto importante in area 1.900 dollari e proprio ieri sono stati bucati minimi di inizio mese a 1.851/1.850 dollari.

Non deve stupire una prosecuzione delle vendite nel breve, ma guardando lo storico vediamo un bel supporto in area 1.825 dollari.

Il gold per il momento sta recuperando da questo livello, ma in caso di cedimento dei 1.825 dollari si scenderà fino a 1.805/1.800 dollari, con proiezione successiva a 1.865 dollari.

In caso di prosecuzione del rimbalzo partito dai minimi odierni, segnaliamo per l'oro una prima resistenza chiave a 1.862 dollari, oltre cui si potrà salire verso i 1.890 dollari prima e in seguito fino ai 1.919 dollari.

Il petrolio si sta dirigendo nuovamente verso i livelli di top raggiunti la scorsa settimana. Qual è la sua view su questo asset?

Da dicembre scorso abbiamo avuto dei rialzi del petrolio fino a febbraio con una volatilità fisiologica, ma dopo lo scoppio della guerra ci sono state delle impennate, seguite però da un rientro rapido degli eccessi.

Se tracciassimo una trendline dal minimo del 2 dicembre agli ultimi minimi dell'11 e del 25 aprile, notiamo che il petrolio è andato a testare il supporto dinamico e ha avviato un rimbalzo deciso.

Violata la resistenza dei 103,76 dollari, il petrolio punta ora ai 109,5/110 dollari, oltre cui si apriranno spazi di crescita anche fino ai 120 dollari.
Al contrario, in caso di rottura dei minimi di ieri, si scenderà verso i 93,2 dollari prima e gli 87,9 dollari in seguito.

I mercati azionari continuano a mostrare incertezza e volatilità. La situazione attuale è destinata a durare?

La cosa strana in questo momento è che l'andamento appare molto più incerto a Wall Street che per le Borse europee.

Nel Vecchio Continente gli indici hanno segnato dei minimi importanti quando sono crollati, ma poi hanno recuperato in gran parte le perdite.

I listini non sono ritornati sui minimi in Europa, mentre a Wall Street gli indici hanno ritracciato molto di più e i precedenti bottom sono stati violati.

I ribassi in Europa sono più contenute a livello di volatilità implicita, ma in linea generale mi aspetto nuovi cali, più marcati negli Stati Uniti e meno nel Vecchio Continente.