Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è crollato dopo il dato odierno sull'inflazione USA. Quali le attese nel breve?

Abbiamo visto un deciso allungo dell'euro-dollaro nei giorni scorsi, con un ritorno in prossimità di quota 1,02.
Il dato sull'inflazione americana, peggiore delle attese, ha fatto precipitare il cross nei pressi della parità.

Siamo ancora in una fase di sostanziale nulla di fatto, con una certa volatilità, ma sempre in prossimità della parità.
Ci si aspettava maggiore vigore nel rialzo dei tassi USA e considerando che l'inflazione americana non è scesa abbastanza, ci si può attendere una Fed ancora aggressiva.

Nelle prossime giornate l'euro-dollaro potrebbe anche continuare a scendere fino a 0,995/0,99, ma non mi aspetterei grandi ribassi perchè in Europa ci si aspetta una BCE che interverrà ancora al rialzo sui tassi di interesse.

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L'oro è tornato a mettere sotto pressione l'area dei 1.700 dollari. Si aspetta ulteriori ribassi?

L'oro sta seguendo la stessa dinamica del dollaro e al rafforzamento di quest'ultimo si spinge al ribasso, tanto che oggi è sceso anche sotto i 1.700 dollari.

Il gold potrebbe scendere ancora un po' fino ai 1.680 dollari, in attesa di una stabilizzazione delle quotazioni che riporti verso area 1.700 dollari.

Quest'ultima soglia sarà il baricentro di oscillazione dei corsi, da cui l'oro si muoverà con una volatilità anche abbastanza elevata, rimanendo però sostanzialmente intorno ad area 1.700 dollari.  

Cosa può dirci in merito al recente andamento del petrolio e quali i possibili scenari nel breve?

Mi aspetto un petrolio che consolidi l'area intorno agli 85 dollari. Siamo ben lontani dai massimi e abbastanza ben allineati con i livelli medi del 2021, quando eravamo stati molto più in alto e più in basso dei prezzi correnti. 

Questi sono i livelli che probabilmente vedremo ancora nelle prossime settimane e come sempre ci sono elementi che possono portare a discontinuità. 

Mi riferisco alle prospettive di recessione che dovrebbero tenere zavorrati i prezzi, ma ciò è controbilanciato dalle riduzioni di produzione da parte dell'Opec+.

Da ricordare la questione geopolitica che continua a tenere banco e per il momento impedisce ancora il ristabilimento del buon funzionamento del mercato, specie per quanto riguarda la distribuzione e le catene del valore del trasporto dalla Cina.

Le Borse stanno reagendo molto male al dato sull'inflazione USA. Che succederà ora?

Lo scenario per me è tutto sommato abbastanza lineare, nel senso che le Borse sono in una fase di stallo assoluto.
I mercati non riescono a spostarsi da questi livelli, ma la volatilità è elevata, anche per effetto della grande liquidità che c'è e della situazione di difficoltà che continua a interessare l'economia a livello globale.

In questa situazione, prima di vedere un recupero significativo serve un consolidamento abbastanza importante che almeno per il momento non si vede neanche lontanamente.

Ciò sta creando non poche turbolenze, come testimoniato dalle forti oscillazioni che stiamo vedendo in questa fase.
La situazione è abbastanza volatile, ma non ci sono state grandi escursioni di prezzo nè da una parte nè dall'altra.
I mercati azionari continuano a mantenersi in prossimità dei minimi relativi e da lì non si schiodano.  

Ulteriore negatività per le Borse potrebbe anche esserci, ma vedo più volatilità, ricordando che non stiamo spostando molto dai livelli che non si vedevano da inizio 2021.

Ogni tentativo di rialzo è negato da lateralità, con l'S&P500 che continua a oscillare intorno ai 4.000 punti.