Questa mattina sono stati pubblicati i dati relativi all’inflazione nel Regno Unito che hanno sostanzialmente rispettato l’attesa degli analisti, con qualche particolare degno di nota. Il CPI su base annuale si è attestato al 9.1%, in leggero aumento rispetto al dato di aprile che era del 9% ma in linea con quanto stimato dal mercato. Su base mensile il dato è invece stato dello 0.7%, che da una parte è leggermente più alto dello 0.6% atteso ma dall’altra è decisamente più lieve rispetto al 2.5% della precedente rilevazione.

I prezzi continuano quindi a correre anche nel Regno Unito, in una maniera assolutamente non sostenibile nel medio termine. Nonostante ciò, diversi analisti hanno sottolineato come qualche dettaglio all’interno di questo report, suggerirebbe come l’inflazione in UK potrebbe essere vicina al suo picco. 

Se infatti si prende in esame l’inflazione Core, quindi i dati depurati dai beni esterni e più volatili, la crescita dei prezzi ha rallentato sia su base annuale (5.9% rispetto al 6% previsto e al precedente 6.2%) che su base mensile (0.5% contro lo 0.7% previsto e lo 0.7% della rilevazione precedente).

I dati sono quindi stati tutto sommato accolti con favore dalla Bank of England in quanto, numeri superiori alle attese, avrebbero messo ulteriore pressione sulla banca centrale per alzare i tassi di 50bps in occasione del prossimo meeting.

Subito dopo la pubblicazione dei dati, la Sterlina si è leggermente indebolita sia nei confronti dell’Euro che contro il Dollaro. Il meccanismo è sempre quello per il quale inflazione più bassa significa un approccio della banca centrale meno aggressivo il che si traduce in una valuta meno forte. 

A tal proposito, va però fatto notare come il driver principale di cambi come EURUSD, EURGBP, GBPUSD e più in generale parlando di Forex nel suo complesso, in questa specifica fase sia l’andamento dei mercati azionari. Periodi di tensione come quello attuale, tendono infatti a favorire il Dollaro contro valute come appunto Sterlina o anche Yen, che tendono invece ad apprezzarsi più facilmente durante fasi di bassa volatilità sulle borse mondiali.