I traders si domandano come gestire senza rischio eccessivo il trading sulla sterlina, a ormai un mese e mezzo dalla data ufficiale di uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, fissata per il 29 marzo, come confermato anche dal Parlamento britannico pochi giorni fa. Sulla possibilità che Londra e Bruxelles possano trovare un accordo in tempo utile, evitando così il 'no-deal', anche la Bank of England ha ormai rinunciato ad esprimersi. Nella riunione del FMC di settimana scorsa, il governatore Mark Carney ha dichiarato che i banchieri centrali non sanno dire "che tipo di accordo possa essere raggiunto" e ha anticipato di prevedere una massiccia dose di volatilità sul pound nei prossimi giorni.

La sterlina è così diventata, come afferma qualche trader esperto, probabilmente la peggior valuta da scambiare al momento, considerando che le probabilità sia di un deal che di un no-del sono molto ravvicinate e che, qualsiasi sia l'esito negoziale, il movimento, al rialzo o al ribasso, sarà in ogni caso molto evidente. Lo scostamento rispetto ai valori attuali potrebbe essere addirittura di circa il più o meno 20%, secondo Commerzbank.

La sterlina ha oscillato intorno alla soglia degli 1,30 dollari per gran parte degli ultimi sei mesi. Gli investitori, nel frattempo, stanno comprando opzioni a basso delta, che ripagherebbero con una discesa a 1,25 o una salita a 1,35, con le opzioni put le più favorite.