AUD/USD in calo dopo che l’IPC del T2 delude le attese

By Arnaud Masset

Nel secondo trimestre, l’inflazione primaria è scesa inaspettatamente, attestandosi all’1,9% a/a rispetto al 2,2% previsto e in calo dal 2,1% del trimestre precedente. Questo dato fiacco dovrebbe essere valutato alla luce di attese esageratamente ottimiste dei partecipanti al mercato sull’eventualità di un intervento di restringimento dalla banca centrale australiana (Reserve Bank of Australia, RBA). Stamattina l'AUD/USD è scivolato dello 0,50%, perché gli investitori hanno messo in conto questo nuovo elemento.

Osservando i dettagli, non c’è ragione di farsi prendere dal panico, infatti il dato di fondo è rimasto stabile, la media troncata tiene all’1,8% a/a e quella ponderata è salita lievemente, all’1,8% dall’1,7%. Gran parte della flessione dell’indicatore primario è dovuta al calo dei prezzi di carburanti per automobili, generi alimentari e bevande non alcoliche. Nel complesso, le componenti tradable sono scese dello 0,3% t/t, quelle non-tradable sono invece salite dello 0,4% t/t.

Nonostante la piccola inversione, l’AUD mercoledì ha tenuto, perché gli investitori continuano a credere che la RBA inizierà ad aumentare gli oneri di finanziamento già nel secondo trimestre del 2018. Noi adottiamo un’impostazione più cauta, crediamo, infatti, che la banca centrale voglia mantenere la competitività dell’economia australiana a livello internazionale e, con il calo dell’inflazione globale, è più che probabile un rinvio del processo di restringimento.