Pesante retromarcia ieri da parte dell'Aussie rispetto al Dollaro con un ribasso che adesso supera i 2 punti percentuali, escursione di prezzo atipica sul Forex.

A deludere gli investitori è stata la scelta della banca centrale Australiana di non alzare i tassi d'interesse, mossa che avrebbe premiato i compratori con un rendimento maggiore per gli asset detenuti in dollari australiani.

Storicamente il cambio AUDUSD è sempre stato molto apprezzato dagli operatori con rendimenti interessanti grazie al cosiddetto carry trade.

Ovvero in estrema sintesi, gli operatori istituzionali si indebitano in valuta dove i tassi sono negativi o pari a zero, ad esempio presso la BCE in euro o BOJ in yen, acquistando i cambi sulle piazze dove i tassi d'interesse sono più alti, guadagnando la differenza.

Dal punto di vista dell'analisi grafica i prezzi "sbattono" contro la forte resistenza di 0.7280, disegnando una long black dalle dimensioni considerevoli in termini di ampiezza tra massimo e minimo.

La valenza del pattern candlestick è ovviamente negativa e sintetizza le vistose prese di beneficio da parte dei compratori, che monetizzano il pull back confermato a ridosso di 0.7090 dollari di fine gennaio.

L'analisi dell'indicatore di trend cci mostra già da qualche seduta, la netta perdita di pressione rialzista in coincidenza dei massimi decrescenti lungo la fascia di resistenza tra 0.7295 e 0.7265 dollari.