I mercati asiatici hanno chiuso in territorio positivo dopo che funzionari USA e cinesi di livello medio hanno chiuso la tre giorni di Pechino in modo positivo e registrando dei progressi. Gli investitori sono più fiduciosi perché si prevede che i negoziati commerciali continueranno, con la visita del vicepremier cinese Liu He a Washington a gennaio.

In effetti, l’allentamento delle tensioni commerciali promette bene per il mercato azionario, che dovrebbe registrare nuovi rialzi settimanali. L’Hang Seng di Hong Kong (+3,18% nell’anno in corso) sta chiudendo la sesta seduta di contrattazioni in territorio positivo dopo la pausa, confermata dalla Fed, nei rialzi del tasso d’interesse, nonché il rafforzamento del renminbi contro il dollaro, e anche le borse USA mostrano un andamento simile, registrando finora 5 giorni consecutivi di rialzi. Tuttavia, le prospettive di uno shutdown federale prolungato, che potrebbe diventare il più lungo se rimarrà in vigore nel fine settimana, e il rischio di un conflitto fra Repubblicani e Democratici circa la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, dovrebbero pesare sulle azioni USA e avere un impatto negativo sui dati USA, monitorati con attenzione dai partecipanti al mercato. I dati sull’IPC USA riferiti al mese di dicembre in uscita oggi dovrebbero mostrare un rallentamento, con gli indici a/a e m/m pari rispettivamente all’1,90% (precedente: 2,20%) e al -0,10% (precedente: 0%).

La recente reazione dell’USD/CNY (-1,84% nella settimana in corso) indica che la coppia di valute è un barometro interessante per valutare la questione commerciale fra USA e Cina. Attualmente a 6,7428, ampiamente sotto il fixing odierno della PBoC pari a 6,7909, a nostro avviso nel breve termine la coppia continuerà nel suo trend ribassista.