Bitcoin salita ai massimi da 10 mesi

By Arnaud Masset

Gli investitori si erano quasi dimenticati delle criptovalute, l’inverno delle cripto aveva infatti tenuto i prezzi bassi. Alla fine del mese di marzo, i prezzi di Bitcoin erano fermi sotto la soglia dei $4.000, perché le prospettive di questa classe di asset emergente restavano cupe. Invece, nella prima metà di maggio, il prezzo di Bitcoin è più che raddoppiato, toccando quota $8.330 martedì mattina. Nello stesso periodo, la capitalizzazione di mercato della criptovaluta più famosa è cresciuta di $73 miliardi, per un totale $146 miliardi. Questo aumento ha dato una spinta all’intero mercato, la cui capitalizzazione di mercato complessiva (che comprende circa 2170 asset digitali) è balzata da $146 a $243 miliardi, un rialzo del 66% in circa due settimane.

Sono state avanzante molte teorie per spiegare il motivo dell’aumento della domanda di criptovalute negli ultimi mesi. In effetti, lo scorso 15 dicembre la capitalizzazione di mercato totale aveva fatto segnare un minimo pari a $100 miliardi. Da allora si è mossa in modo univoco: al rialzo. Spesso si ricorre all’analisi tecnica per spiegare i mercati cripto e invece si trascura l’analisi fondamentale. Di recente, pare che Bitcoin si sia comportato come un bene rifugio in una fase di peggioramento della propensione al rischio, grazie all’acuirsi delle tensioni commerciali fra USA e Cina, e all’escalation dello scontro fra Iran e USA sul programma nucleare. A nostro avviso, tuttavia, anche se ultimamente le cripto erano rimaste nell’ombra, il contesto globale è migliorato costantemente: regolatori e legislatori hanno avuto tempo per definire come dovrebbero essere regolate le cripto, sempre più rivenditori le adottano come mezzo di pagamento (Amazon, Microsoft, Whole Food, Bed Bath & Beyond, Lowe’s, e molti altri) e nelle cripto è fluito anche denaro istituzionale.