Ecco la view di Canegrati analista finanziario a Blackpearlfx.

Gli ultimi dati sul tasso d’inflazione nel Regno Unito parlano chiaro. L’aumento dei prezzi registrato nel mese di agosto ha toccato il valore del +2,9%, in rialzo di tre decimi di punto dal +2,6% registrato nel mese di luglio. Non solo. Le previsioni della Bank of England parlano di un possibile ulteriore aumento dei prezzi fin sopra la soglia del 3% già a partire dal mese di ottobre. Complice un aumento dei salari che non riesce a tenere il passo con l’aumento del tasso d’inflazione, la famiglia media inglese sta cominciando a risentire di un deciso calo nel proprio potere di acquisto, nonostante il tasso di disoccupazione attuale nel Regno Unito abbia appena toccato il minimo degli ultimi 42 anni. L’aumento dell’inflazione è causato per la maggior parte dalla componente importata, dovuta alla forte svalutazione della Sterlina nei confronti di dollaro ed euro, per effetto dell’enorme incertezza generata dalla Brexit, le cui conseguenze politiche ed economiche ancora stentano a comprendersi, dal momento che le trattative sull'uscita del  Regno Unito dalla Unione Europea sono entrate, sin da subito, in una fase di stallo, dalla quale nessuno è in grado di prevedere come se ne potrà uscire.

Il problema è che, in questa situazione, la Bank of England deve prendere rapidamente una decisione. Lasciare le sua politiche ultraespansive inalterate equivarrebbe a consentire all'inflazione di continuare a crescere e alla sterlina di continuare a deprezzarsi, in una spirale perversa che produrrebbe, alla fine, effetti devastanti sui consumi e sul benessere delle famiglie britanniche. Appare, quindi, ormai scontato che nella prossima riunione del board, la banca centrale britannica alzerà i tassi d’interesse, avviando così un graduale programma di restringimento monetario che dovrebbe ridurre le pressioni inflazionistiche e ridare fiato alla Sterlina, dopo mesi di continui crolli.