La de-escalation delle tensioni in Iran, in seguito al discorso conciliante del presidente USA Donald Trump, che ha confermato che non dovrebbero esserci azioni militari in Iran dopo il lancio dei missili, fa riprendere un po’ di fiato al bene rifugio franco svizzero. A ciò si aggiungono le notizie positive sull’accordo commerciale provvisorio fra USA e Cina, che dovrebbe essere firmato dalle due parti il 15 gennaio; il franco svizzero non dovrebbe dunque risentirne, anche se le discussioni sull’accordo per la fase due non sono ancora date per certe. Per il momento, l’EUR/CHF scambia nella fascia di fine aprile 2017, leggermente sopra il supporto psicologico a 1,08, mentre l’USD/CHF passa di mano ampiamente sotto la parità dalla fine di novembre 2019, sopra la fascia a 0,97. In tale contesto, la BNS probabilmente osserverà con maggiore attenzione i movimenti sul forex, in quanto le pressioni al ribasso, di un ulteriore punto percentuale, su entrambe le coppie dovrebbero costringere la BNS a riprendere più vigorosamente gli interventi sul mercato, in modo da ridurre i rischi per l’economia che dipende dalle esportazioni.

In effetti, anche se l’inflazione dei prezzi al consumo sembra stabilizzarsi, con l’indice di fondo rimasto allo 0,40% (precedente: 0,40%) e il debole indicatore KOF che ha mostrato una ripresa, permangono dei segnali contrastanti sul fronte manifatturiero. Sebbene a dicembre 2019 il PMI manifatturiero complessivo si sia attestato a 50,2 punti (precedente: 48,8), tornando in territorio espansivo per la prima volta da nove mesi sulla scia dell’indebolimento della domanda dalla Germania, suo principale partner commerciale, e delle turbolenze politiche, l’indicatore PMI riferito alle piccole e medie imprese di Raiffeisen tira nella direzione opposta. Pari a 47,1 (precedente: 50,3) nello stesso periodo, tutte le sottovoci del PMI di Raiffeisen sono in territorio di contrazione per la prima volta dall’introduzione di questo indicatore; pesano soprattutto occupazione e produzione, insieme agli ordini inevasi. In tale contesto, un peggioramento della competitività del CHF dovrebbe mettere in discussione la fascia obiettivo per la crescita del PIL della BNS, pari all’1,50-2%.