Salvo che non viviate in una caverna, saprete già della netta vittoria del partito conservatore alle elezioni britanniche. Sebbene il risultato non sia definitivo, il partito conservatore di Boris Johnson ha ottenuto 364 dei 650 seggi (una maggioranza di 78 seggi), attenuando in modo significativo l’incertezza. Poiché il partito conservatore riprenderà il controllo della Camera dei Comuni, l’accordo sul recesso procederà speditamente, facendo scattare l’uscita del Regno Unito dall’UE alla fine di gennaio. La GBP è stata la grande vincitrice sul forex: sulla scia del risultato delle elezioni, ha guadagnato quasi il 2% contro l’USD.

L’EUR/GBP ha ceduto il 2,5%, scendendo a 0,8276, minimo dal 2016. Per quanto in una prospettiva di lungo termine, la crescita del Partito Nazionale Scozzese (SNP) in Scozia fa riemergere la minaccia di secessione. In vista del prossimo traguardo, ovvero la scadenza per la Brexit a dicembre 2020, l’economia britannica dovrebbe aver margini di miglioramento. Poiché una Brexit senza accordo ormai è fuori discussione, la fiducia delle imprese dovrebbe migliorare, giacché la politica interna per i prossimi cinque anni è chiara. I cruciali accordi commerciali con l’UE saranno tuttavia complicati; poiché è stata eliminata la minaccia del programma socialista proposto dai laburisti, i timori di un aumento delle imposte sulle società e delle retribuzioni permetteranno alle aziende di investire nel paese.

Raccomandiamo prudenza ai trader del forex: non pensate che il capitolo Brexit sia finito. Stando a quanto promesso dai conservatori, non ci sarà una proroga oltre dicembre 2020. Boris si recherà a Bruxelles con un mandato chiaro, ma si dovrà scontrare con i 28 parlamentari euroscettici che sostengono una linea dura e che avevano votato contro l’Accordo di Recesso di May. È ancora molto probabile che, nel T3 del 2020, ci troveremo a discutere di una Brexit al collasso.