Il coronavirus è arrivato prepotentemente in Europa dopo che nel weekend sono aumentati sensibilmente i casi in Italia.

Il contagio italiano infatti è al centro dell’attenzione nel vecchio continente perché significativo della capacità del virus di rappresentare un rischio globale.

L’andamento delle quotazioni di diverse asset class appare piuttosto anomalo, indicatore che gli investitori potrebbero preparsi ad un rallentamento globale dovuto ad un’epidemia di COVID-19. Gli asset tradizionalmente associati al rischio sono in ascesa, nonostante i mercati azionari continuino a mantenersi su quotazioni elevate. In un contesto di particolare apprensione gli operatori continuano a guardare agli Stati Uniti come paese meno esposto ai rischi globali.

Mercati

I mercati asiatici hanno fatto registrare risultati negativi nella prima sessione della settimana. La preoccupazione per l’aumento dei casi fuodi dalla Cina ha innescato una serie di vendite. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo chiude a -0.39%, Shanghai a -0.28% mentre più pensate Hong Kong a -1.71%.

Nel vecchio continente invece risulta molto pesante l’apertura di Milano dove i contagi sono schizzati alla cifra più alta dopo la Corea del Sud. Il FTSE MIB di Milano cede oltre quattro punti percentuali. Il DAX di Francoforte apre a -2.6%, il CAC40 di Parigi a -2.62% e il FTSE100 di Londra a -2.14%. Risultati pesanti che rispecchiano un clima di apprensione sui mercati per gli effetti economici che una pandemia potrebbe avere.

Forex

L’ondata di contagi fuori dalla Cina e soprattutto nei paesi limitrofi e in Europa ha contribuito ad innescare una serie di acquisti su asset rifugio, mentre il dollaro rimane piuttosto tonico anche se in arretramento rispetto alle performance delle settimane passate.