A distanza di un mese dall’inizio dell’epidemia da coronavirus (COVID-19) in Cina si calcola l’impatto economico che la crisi sta avendo sull’economia.

Metà delle province cinesi hanno visto un’espansione moderata delle entrate in queste prime settimane del 2020 con serie conseguenze sulla stabilità economica già sotto pressione.

Con le fabbriche chiuse e intere città in quarantena soprattutto nelle province di Hubei, epicentro della crisi, e Anhui, il governo centrare è più volte dovuto intervenire con misure di stimolo. Nonostante infatti il governo stia mantenendo il deficit nazionale sotto il 3% attraverso misure restrittive, i governi locali hanno avuto maggiore spazio di manovra nell’emettere debito e lo stesso governo cinese ha intrapreso tutta una serie di misure di indebitamento fuori bilancio.

Tuttavia un elemento di preoccupazione, al di là dell’impatto complessivo, è il crescente squilibrio che si sta creando tra le diverse zone del paese.

Mercati

Dopo un avvio di sessione contrastato con i principali listini asiatici si sono mossi in modo divergente. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso dello 0.7% sui dati di crescita del PIL sotto le attese. Le borse cinesi invece hanno giovato dell’effetto positivo delle misure di stimolo all’economia da Pechino. La People Bank of China ha annunciato ulteriori stimoli tagliando il tasso d’interesse sui prestiti a medio termine. Sabato, invece, il governo ha emesso ulteriori 8 miliardi di yuan di sussidi alle autorità locali in difficoltà. Shanghai ha chiuso in positivo a +2.20%, mentre Hong Kong sui ferma a +0.50%.

L’avvio di sessione in Europa appare ancora una volta moderato. Il FTSE 100 di Londra apre a +0.28% mentre il FTSE MIB a +0.29%. Attorno alla parità invece il DAX di Francoforte a -0.01% e il CAC40 invariato.