Alla fine ieri l’Organizzazione Mondiale di Sanità ha dichiarato lo stato di pandemia a seguito dell’aumento di contagi da coronavirus.

Con oltre 124 mila casi nel mondo e più di 4500 decessi, l’OMS non ha avuto altra scelta se non dichiarare la pandemia. I governi di tutto il mondo hanno iniziato ad incrementare le misure volte ad arginare i contagi. In Italia ieri sera il primo ministro Conte ha dichiarato la chiusura di tutte le attività commerciali.

Anche il presidente americano Donald Trump inizia a considerare seriamente il coronavirus. Nonostante abbia più volte declassato il virus a banale influenza, l’azione di diverse amministrazioni locali ha reso evidente lo stato di allarme negli Stati Uniti. In un annuncio alla nazione ieri sera ha annunciato il blocco di tutti gli spostamenti dall’Unione Europea.

Mercati

Il clima di risk off fa entrare ufficialmente il mercato in fase “orso”. Dopo il più lungo rally della storia recente, i mercati entrano ufficialmente in fase ribassista. Wall Street chiude in rosso con l’indice S&P500 a -4.89%, il DOW Jones a -5.86% e il NASDAQ a -4.70%. Anche la sessione asiatica ha fatto registrare forti ribassi con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo in rosso a -4.41% e Shanghai a -2.69%.

L’avvio di sessione europea non è difforme al sentiment diffuso sui mercati globali. Tutte le piazze europee in profondo rosso in attesa della riunione della BCE. Il Dax sprofonda a -6.64%, il CAC40 a -6.59% mentre Milano vede il FTSE MIB a -5.08%. Pesante anche Londra con il FTSE100 a -5.23%.

Riunione Banca Centrale Europea

Oggi è il turno di Christine Lagarde di prendere la scena. La riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea è tutta in salita. Dati i tassi già a zero, le armi dell’istituto di Francoforte sono piuttosto spuntate. Tuttavia il presidente Lagarde ha dichiarato negli ultimi giorni di voler mettere in campo ogni azione per contrastare gli effetti del coronavirus. Un impegno che evoca il celeberrimo “whatever it takes” del predecessore Draghi. Quella che Mario Draghi ha lasciato a Lagarde è un’eredità pesante in un contesto molto complesso.

L’outlook monetario dovrebbe rimanere tutto sommato invariato. Gli analisti scontano un taglio di 10 basis point sul tasso di deposito, mentre nessuna azione sul tasso principale. Già in precedenza su #forexbrekfast abbiamo sottolineato l’importanza che avrà la collaborazione tra BCE e governi europei nell’implementazione di misure congiunte di stimolo fiscale e monetario.

Saranno quindi centrali lo statement, incluse eventuali divergenze dalle attese, e la conferenza stampa a margine (14:30 CET ndr). Gli operatori cercheranno nelle parole di Lagarde ogni informazioni per comprendere le azioni e i prossimi passi pianificati da Francoforte.

Petrolio

Il clima di risk off a livello globale sta influenzando negativamente le commodities solitamente indicatrici dello stato delle attività economiche. Il petrolio soffre ancora dopo i fortissimi ribassi dall’apertura di domenica. Il WTI scambia stabilmente sotto quota 32.00 $/barile allineato al Brent fermo a quota 34.70 $/barile. Come anticipato, lo sviluppo della guerra dei prezzi tra Russia e Arabia Saudita potrebb protrarsi ancora per diverso tempo mantenendo le quotazioni su livelli molto bassi.

EURUSD

Con l’avvicinarsi della riunione di politica monetaria della BCE il cambio principale continua a mantenersi in area 1.13 scambiando poco sotto quota 1.1280 in avvio di sessione europea. Le prospettive di una presa di posizione da parte dell’istituto di Francoforte per sostenere l’economia europea con misure di maggiore accomodamento stanno spingendo al ribasso la moneta unica nel rapporto con il biglietto verde.

USDJPY

La fase di instabilità sui mercati è tornata a trascinare al ribasso il rapporto tra biglietto verde e yen giapponese che si è riposizionato in area 103.70 in avvio di sessione europea con i mercati nuovamente in rosso.