Dollaro in consolidamento nelle ultime sedute, aspettando i nuovi dati sulla disoccupazione Usa: ulteriore dimostrazione che a dominare i mercati, nonostante qualche isolato scossone rialzista, resta la paura. Il Dollar Index, indice di riferimento della valuta americana, è pressoché invariato ella seduta odierna in area 99,5; tuttavia il dollaro arriva da una settimana in cui il guadagno è stato superiore all'1,6%, una spinta che gli ha permesso di abbandonare quota 98,27, minimi degli ultimi 16 giorni, e riavviare un trend rialzista di breve periodo dopo il ritracciamento fisiologico (vedi il "whatever it takes" della Federal Reserve) avviato una volta raggiunti i massimi degli ultimi tre anni a 101,6. Trend rialzista che si può motivare, come già anticipato, a un clima di trading molto rischioso con l'avanzamento del coronavirus, anche a causa dell'incertezza realiva a quando tale emergenza potrà concludersi.

Dollaro e occupazione Usa

I riflettori sono puntati sull'occupazione negli Stati Uniti. Spiega Ricardo Evangelista, analista di ActivTrades: "Se i numeri puntassero a un miglioramento, potremmo vedere una crescita della propensione al rischio che, nel contesto attuale, potrebbe portare a delle perdite sul dollaro". Occhio, in particolare, alla richiesta dei nuovi sussidi per la disoccupazione: l'ultima settimana rilevata ha registrato 3,3 milioni di domande, cifra che rappresenta il record storico negativo per gli Stati Uniti, anche in virtù del dato precedente, attestato ad "appena" 282mila richieste. Tuttavia, la previsione degli analisti è di un netto aumento dei disoccupati e ben 3,5 milioni di richieste di nuovi sussidi, che, come detto, potrebbe portare un ulteriore impulso al dollaro, diretta conseguenza di una ripresa definitiva del controllo dei mercati da parte della paura.

Il dollaro e le altre valute

L'euro ha perso il 2,04% nelle ultime quattro sedute, quella odierna sta esprimendo valori allineati a quelli della vigilia, con la moneta unica scambiata a 1,0932 rispetto al dollaro, in guadagno dello 0,3%. Sembra essersi arrestata invece la ripresa della sterlina (+9,45% nell'ultima settimana di marzo) sotto la resistenza di 1,2485, i massimi delle ultime 14 sedute per la valuta britannica entrata in fase di lateralità dal 27 marzo scorso. Dollaro Yen, infine, a 107,33 (+0,2%) dopo aver lasciato per strada circa il 4% nelle ultime sei sedute, complice l'intervento della Fed a sostegno dell'economia americana che ha allentato la pressione sulla valuta Usa.