Non si placano le vendite che da circa due settimane hanno spinto il Dollaro Usa verso i minimi relativi di fine 2018, in pieno flash crash a 104.65 jpy.

Le quotazioni infatti si dirigono verso l'obiettivo fino a pochi giorni fa considerato irrealistico di quota 104.40 jpy, aggiornando i minimi annuali e soprattutto conferendo al trend ribassista una tendenza inaspettata.

Dall'inizio del mese di giugno i corsi del cambio hanno gradualmente perso terreno, non riuscendo mai a recuperare i massimi relativi lasciati alle spalle come quota 112.20 o 110.80 jpy.

La sola differenza nell'alveo di questa potente dinamica discendente di lungo periodo è rappresentata dalla stabilizzazione di quota 107.80 ed il successivo "fissaggio" della resistenza a 108.90 jpy a fine luglio.

Il violento dietro front dai massimi citati si è trasformato in un autentico crollo, che ha visto andare in frantumi tutti i supporti rimasti da 106.40 a 105.80, con l'ultimo baluardo a 104.90 prossimo alla disfatta.

Infatti sebbene l'indicatore di trend cci sul grafico giornaliero segnali l'inizio di una divergenza rialzista, i corsi non vengono interessati da una netto aumento della pressione in acquisto.

Permane dunque la fosca prospettiva che i ribassi non siano terminati e che la speranza di capovolgere il trend almeno nel breve termine sia quasi nulla, a meno che non venga superata entro poche sedute quota 106.40 e 107.10 jpy  a seguire, scenario difficile a concretizzarsi.

Strategie operative su USD/JPY