Ecco la view di Canegrati Senior Analyst a BP PRIME.

Il percorso di normalizzazione dei tassi di interesse USA potrebbe raggiungere presto una pausa e il costo del denaro non dovrebbe salire ulteriormente nel 2019. Le recenti parole del governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, sembrano, infatti, suggerire una inversione di tendenza nella forward guidance della banca centrale, rispetto alla volontà manifestata finora di voler procedere ad altri 2 aumenti da 25 basis points l’uno nel corso del 2019. Il governatore ha parlato di una Fed più attenta ai prossimi dati macroeconomici e all’andamento dei mercati prima di prendere le prossime decisioni.

Dal momento che i primi segnali di rallentamento dell’economia USA hanno cominciato a verificarsi e che la correzione dei mercati azionari è stata piuttosto marcata negli ultimi mesi, questo messaggio dovrebbe essere letto in chiave dovish. Niente rialzi in vista, almeno per il momento, in altre parole. Le dichiarazioni di Powell sono state replicate anche dal presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, il quale ha dichiarato che, con l’aumento dei tassi deciso nell’ultimo FOMC del 2018, i tassi d’interesse sono ormai vicini al loro livello “neutrale”, un termine tecnico utilizzato dagli economisti per definire quei tassi d’interesse compatibili con una economia di pieno impiego e che rendono bilanciata la stance di politica monetaria, né troppo dovish, né troppo hawkish. Il che vuol dire che i tassi sono al livello esatto al quale devono essere.

L’improvviso cambio di rotta nella strategia di comunicazione da parte della FED potrebbe impattare negativamente sul dollaro, che dovrebbe deprezzarsi contro l’euro nel corso del 2019. Questo perché gli investitori sembravano aver ormai prezzato nel rapporto di cambio EURUSD i due ulteriori rialzi del costo del denaro negli Stati Uniti. Venendo meno questa ipotesi, il repricing dovrebbe avvenire al ribasso, e, a parità di altre condizioni, questo dovrebbe voler dire, appunto, un calo del biglietto verde. La valuta unica è salita all'1,1545 (+0.91%) nei confronti della divisa americana nella giornata di ieri (8:23 PM GMT). Buona parte del rialzo di giornata è avvenuta dopo il discorso accomodante di Charles Evans (Fed di Chicago), il quale ha dichiarato che la banca centrale può permettersi di prendere tempo ed essere paziente nel processo di rialzo dei tassi.