Negli ultimi direttivi di BCE e BOJ i mercati hanno prezzato lo scenario di deterioramento originato da tassi ancor negativi (nel caso della BCE il 3 dicembre 2015) o negativi (nel caso della Banca centrale giapponese il 29 gennaio 2016), e non gli effetti di rilancio ricercati e auspicati  da tassi ancor più negativi.

Un indizio della fiducia in via di logoramento dei mercati nei confronti di talune Banche centrali.

Da Francoforte è attesa una risposta  più convincente questa settimana sul modo di declinare la via espansiva della politica monetaria.

Dal punto di vista dell’analisi Candle Model, l’arretramento recente dell’Eur/Usd  − nell’area da dove era partita la progressione rialzista di fine gennaio − non nega ancora le possibilità rialziste del cambio, che verrebbero progressivamente accantonate previa violazione in debolezza  di 1,0775 prima (nel quadro giornaliero), e poi di 1,0710 (nel quadro settimanale). Lo scenario mensile rinuncerebbe alla prospettiva rialzista invece sotto 1,0450.

La volatilità in occasione del meeting BCE di questa settimana impone una verifica a fine seduta di giovedì per conferma dell’eventuale violazione dei livelli.

Eur/Usd in grafico mensile

Tanto in gennaio quanto in febbraio il cambio ha chiuso molto vicino ai valori di partenza del mese. In febbraio, in particolare, l’arretramento della seconda parte del mese ha assorbito quasi totalmente lo spunto rialzista precedente, concomitante della fase di accentuata turbolenza dei mercati finanziari.

L’orientamento del Trend/segnale mensile resta rialzista (originato da un Modello denominato StopTrend), comparso venerdì 4 dicembre 2015, in chiusura di settimana, all’indomani del Direttivo BCE del 3/12/2015.