Euro e Dollaro continuano ad esprimere simmetriche debolezze per via dell’atteggiamento atteso più accomodante dalle rispettive Banche Centrali, pur nel diverso contesto di politica monetaria.

Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha ribadito che l’economia statunitense è in buona salute, ma anche che la Banca resterà paziente sulla politica dei tassi, mantenendo di fatto contenuta la pendenza della traiettoria rialzista dei tassi per il 2019.

D’altra parte, il rallentamento congiunturale che si sta palesando in Europa spinge l’aspettativa di un ritorno di proattività da parte della Banca Centrale Europea, che già nella riunione del 7 marzo potrebbe annunciare il lancio di una nuova TLTRO, cioè di una maxi-iniezione di liquidità a lungo termine per sostenere l’economia reale attraverso aste a basso costo rivolte al sistema bancario, incaricato di finanziare il sistema economico.

Due debolezze, quelle di Euro e Dollaro, che sono confluite in una indole erratica del cambio Eur/Usd che dura ormai da diversi mesi, con l’area 1,1350/1,1400 che dall’autunno 2018 è divenuta il baricentro del cambio.

La nostra ricognizione operativa con la tecnica Candle Model ha da tempo censito la tendenza al reiterarsi di indicazioni antagoniste sulle diverse scale grafiche, con conseguenza difficoltà di rilascio di energia direzionale con sufficiente forza e continuità.

L’osservazione di ieri porta qualche elemento di aggiornamento nell’aspettativa direzionale del cambio: passiamo in rassegna la segnaletica sulle diverse scale grafiche, per poi procedere ad una considerazione operativa conclusiva.