Settimana congestionata e totalmente priva di spunti operativi importanti quella vista sui grafici dell'Euro/Dollaro che sostituisce il renge medio settimanale a quello giornaliero, descrivendo una ridicola doji line da periodo prefestivo.

Ad appesantire il quadro tecnico attuale ci pensa un lunedì nero con un tracollo che questa volta coinvolge più di 80 pips in un solo giorno, da tempo "merce rara" per il cambio.

Il cambio è bene ricordarlo è vittima da mesi di un differenziale dei tassi d'interesse che rende costoso detenere posizioni lunghe in euro.

Infatti per attrarre l'attenzione degli operatori istituzionali, gli unici in grado di consolidare una duratura spinta rialzista con obiettivi primari le resistenze di 1.1530 e 1.1670 usd, occorrerà attendere una riduzione sostanziale del differenziale tra i tassi Usa (alti) e quelli europei (sotto zero), ormai in termini reali negativi.

Posizioni lunghe in portafoglio sull'Euro sono da considerarsi estremamente costose, al contrario di quelle in dollari che conferiscono un'interessante rendita. 

Come conseguenza di questi elementi di ordine fondamentale la volatilità si è ridotta ai minimi, favorendo una direzionalità praticamente inesistente in un contesto di lungo termine comunque ribassista, che non fanno che alimentare un monotono movimento dei prezzi, bloccato entro la fascia "storica" tra 1.15 e 1.12 euro.