Il cambio Eur/Usd in novembre ha arginato la pressione ribassista, senza tuttavia mettere a frutto il segnale rialzista settimanale affiorato a fine novembre, complice la contingente resistenza offerta dall’area  1,14/1,1460.

I dati macro di rallentamento dell’Europa non instillano forza all’Euro, ma, d’altro canto, il Biglietto Verde prezza la sensazione da parte del mercato che la FED, dopo il rialzo di dicembre, organizzi il percorso degli ulteriori rialzi in base alle evidenze macro che l’economia a stelle e strisce rilascerà via via nel corso del nuovo anno, e magari guardando anche alla eventuale volatilità del contesto finanziario.

Sullo sfondo, l’esito non scontato delle trattative tra Usa e Cina per ricomporre le frizioni sui dazi commerciali.

Da un punto di vista operativo, l’osservazione si attesta sulla capacità del cambio di sviluppare un movimento rialzista.

Iniziamo la ricognizione operativa dal quadro tattico-settimanale del cambio, che meglio sintetizza la recente fase di relativa stabilizzazione del cambio, che tuttavia si candida a carattere interlocutorio. Da tenere sotto osservazione anche la dinamica del quadro giornaliero, in cui la prossimità del transito dei livelli dinamici denota un indizio di accumulazione di energia direzionale, latente invece nell’ultimo periodo.

QUADRO SETTIMANALE

L’ultimo aggiornamento nella lettura operativa in quadro tattico/settimanale del cambio Eur/Usd risale a venerdì 16 novembre, in cui il cambio è stato capace di restituire un bilancio settimanale positivo dopo una incursione ribassista sotto 1,13. La configurazione di Modello di OuTrend ha dunque rielaborato in senso rialzista il segnale tattico/settimanale, a 1,1415, collegato ad uno stop (e revisione ribassista) a 1,1215, minimo di settimana medesima.