Riflettori del mercato puntati sulla riunione Fed di mercoledì 19, dopo le parole di Draghi sul possibile taglio tassi.

Il contesto grafico resta spiccatamente fluido e potenzialmente mutevole.

La dinamica vista nelle ultime due ottave sul cambio individua possibilità crescenti di uscita dalla prolungata fase erratica.

1,12 figura funge in questa fase da varco – in caso in violazione in debolezza – verso una rinnovata pista ribassista, in cui tutti i quadri (mensile, settimanale e giornaliero) sarebbero in corrispondenza di veduta operativa.

QUADRO GIORNALIERO

L’approdo rialzista in area 1,1325/1,1350 di venerdì 7 giugno se da un lato aveva evaso il target rialzista associato al segnale rialzista elaborato il 23 maggio (vedi report precedenti), dall’altro aveva mancato di produrre un immediato segnale di ritorno in segnale ribassista. L’attesa di idonei indizi (un segnale ribassista almeno in una scala grafica tra quella a 8 ore e quella giornaliera, avevamo commentato nel report precedente) è proseguita sino alle 15:00 di mercoledì 12 giugno quando la formazione di un Modello di OuTrend ribassista a 1,1320 (grafico in riquadro piccolo in figura) ha fornito quel segnale ribassista intraday a 8 ore utile a riattivare l’ipotesi di innesto in percorso ribassista del cambio.

La chiusura di venerdì scorso (14/6) ha rilasciato un vulnerabile Modello di StopTrend rialzista (con il contributo della candela del 6/6) da considerare esaurito nella sua funzione di relativa reazione (abbinabile ad un solo tenue segnale di temporanea positività) non appena intercettato il livello di 1,1200, in cui il Trend/segnale giornaliero tornerebbe di più convinto avviso operativo ribassista (con stop a 1,1305), nuovamente accolto nel sentiero di debolezza ipotizzato in seconda fase dell’InverTrend con Boomerang di fine maggio.