La nuova settimana è partita all'insegna di un vero e proprio incubo per l'euro che sta letteralmente crollando contro il dollaro.

Eur/Usd in caduta libera dopo il test di quota 1,115

Dopo una settimana in forte recupero che ha visto il cross arrivare a lambire l'area degli 1,115 durante la scorsa notte, il cross ha imboccato la via delle vendite, accelerando progressivamente al ribasso.

Negli ultimi minuti l'euro-dollaro si presenta a ridosso dei minimi intraday in area 1,102, con una flessione di circa l'1% rispetto al close di venerdì.



Eur/Usd colpito da avversione a rischio. Non aiuta rialzo Wall Street

La caduta dell'euro-dollaro è partita già in mattinata quando il biglietto verde è tornato al centro degli acquisti sulla scia della rinnovata avversione al rischio.

Le paure legare al coronavirus alimentano i timori di una recessione, provocando un vero crollo del petrolio.
Il recupero pomeridiano delle Borse, al traino di Wall Street, non ha avuto alcun effetto sull'euro-dollaro che resta stretto nella morsa dei ribassisti.



Eur/Usd: preoccupante l'alert di Bank of America

Allarmanti le previsioni di Bank of America che già la scorsa settimana aveva lanciato un alert sulle prospettive della moneta unica contro il biglietto verde.

Gli analisti in un report diffuso nei giorni scorsi spiegavano che l'euro era stato colpito dal coronavirus perchè molti Paesi UE hanno chiuso le loro economie per contenere la pandemia e la crisi globale ha innescato una forte domanda di liquidità in dollari, con conseguente indebolimento dell'euro-dollaro.

Eur/Usd: ecco fin dove crollerà nel 2° trimestre

Bank of America prevede che il cross scivolerà a 1,02 entro il secondo trimestre, dal momento che l'economia europea soffrirà più di quella degli Stati Uniti per la pandemia di coronavirus.

Gli analisti credono inoltre che il dollaro dovrebbe essere sostenuto dal suo status di bene rifugio in un contesto di avversione al rischio.

Tanto basta per spiegare il target di 1,02 per l'euro-dollaro che dovrebbe attestarsi intorno a questa soglia anche nel terzo trimestre, prima di recuperare leggermente per terminare il 2020 a quota 1,05.