L'assenza di guadagni da parte del dollaro dopo l'aumento dei dazi, malgrado la valuta Usa sia un bene rifugio, si spiega anche alla luce del fatto che la differenza di posizione degli Stati Uniti nel ciclo economico rispetto al resto del mondo, non è così netta come nel 2019, quando hanno avuto inizio gli scontri commerciali con la Cina.

A detta di Mitsubishi UFJ Financial Group è probabile che gli investitori siano ora molto più preoccupati del potenziale impatto negativo per l'economia americana rispetto a prima e questo dovrebbe limitare la spinta al rialzo sul biglietto verde a tutto vantaggio della moneta unica.

Eur/Usd: i possibili effetti in caso di escalation scontro Cina-Usa

Non tutti gli analisti concordano però sull'effetto che un'escalation delle tensioni tra Cina e Usa possa avere sull'euro-dollaro.

Gli esperti di Societè Generale ad esempio segnalano che l'euro, già debole di per sè, potrebbe risentire negativamente delle rinnovate tensioni legate ai dazi, complice la minaccia che il conflitto si estenda all'Europa e alle esportazioni di automobili.

Secondo gli analisti l'unica buona notizia per il mercato valutario sarebbe un'attenuazione della retorica del presidente Trump.

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