Diversa la view dei colleghi di TD Securities, per i quali l'asset maggiormente impattato dalle tensioni commerciali sarà l'azionario. Le potenziali vendite sugli asset emergenti potrebbero a loro dire rafforzare l'euro, visto che molti fondi hanno finanziari i loro investimenti con credito in valuta Ue.

In ragione di ciò, a detta di TD Securities, la chiusura delle posizioni long sugli emergenti potrebbe offrire una spinta intermittente all'euro.

Eur/Usd: le attese di Unicredit e ING nel breve

Anche secondo Unicredit l'escalation della diatriba commerciale tra Cina e Stati Uniti potrebbe essere positiva per l'euro-dollaro, sul quale invece peserebbe un aumento delle tensioni tra Usa ed Europa.

Gli analisti di Unicredit prevedono in ogni caso che nel corso di questa settimana il cross rimanga incastrato in un range ristretto a non molta distanza da quota 1,12.

A vedere guadagni limitati nel breve per la moneta unica sono anche gli esperti di ING, secondo cui sono improbabili nuovi rialzi nel breve, segnalando che qualsiasi guadagno sarà limitato.

La casa olandese si aspetta che l'euro-dollaro per ora continui a scambiare in un intervallo compreso tra 1,115 e 1,125. Secondo gli analisti tra i fattori che potrebbero favorire una salita della moneta unica contro il biglietto verde ci sarebbe un'altra serie di critiche del presidente Trump alla Federal Reserve. 

Eur/Usd: SG vede nuovi cali nel breve seguiti da un rafforzamento

In prospettiva però lo scenario è diverso e appare più favorevole ad un riscatto dell'euro, almeno secondo le indicazioni di Societè Generale che nel breve non esclude una flessione fino a quota 1,10 contro il dollaro.