I dati macroeconomici sono stati ancora i maggiori market driver nel determinare l'andamento dell'EURUSD nella giornata di ieri. Dopo un inizio di giornata contraddistinto da una certa stabilità nel rapporto di cambio, l'euro ha iniziato a perdere terreno contro il biglietto verde dopo la pubblicazione dei dati sulla produzione industriale tedesca, scesa nel mese di dicembre del -0,4%, mentre gli analisti si attendevano una crescita del +0,7%. L'economia di Berlino si conferma quindi in forte difficoltà. La mattinata è proseguita con il dato negativo proveniente anche dalla produzione spagnola, crollata a dicembre del -6,2% su base annuale, il calo più pesante dall'aprile 2013.

L'EURUSD è così sceso fino a quota 1,1340. L'euro ha poi perso di nuovo terreno dopo la pubblicazione delle previsioni invernali della Commissione Europea, che ha tagliato pesantemente il tasso di crescita delle principali economie europee e ha affermato che la situazione potrebbe persino peggiorare. Italia e Germania, in particolare, hanno subito delle significative revisioni al ribasso del loro Pil per il 2019, a +0,2% e +1,1% rispettivamente. L'euro è così sceso fino a 1,1327.

Nel pomeriggio, alcuni dati in chiaroscuro provenienti dal mercato del lavoro americano hanno contribuito alla ripresa dell'euro. Le richieste iniziali di sussidi alla disoccupazione sono, infatti, saliti più del previsto, a 234mila, mentre gli analisti si attendevano un aumento di 221mila. A fine giornata, l'euro è così risalito fino a quota 1,1360.