L’Euro/Dollaro dopo la riunione BCE consolida il recupero iniziato già da qualche giorno, a seguito della scarsa propensione degli operatori a testare il supporto sotto 1.1520 $.

Consolidamento reso possibile anche dalla conferma di tassi fermi almeno per un altro anno, che sebbene fosse scontata dagli operatori sorprende il prolungamento della durata di questa scelta, nonostante l’inflazione tendeziale in Europa viaggi da qualche trimestre al 1.7 per cento, ad un passo dal target Bce.

Dal punto di vista tecnico le oscillazioni del cambio sono caratterizzate da una strutturale debolezza di fondo, non riuscendo ormai da quasi quattro mesi a superare la forte resistenza di 1.1850 $.

Ad appesantire il quadro analitico di medio termine è il fatto che i target verso l’alto si sono abbassati, con i prezzi che faticano a raggiungere il livello più in basso come 1.1740 $.

Tale situazione dal punto di vista operativo ha reso facilmente sfruttabili in chiave ribassista tutti i pull back che si sono arenati contro le resistenza citata, producendo buoni rendimenti a basso rischio.

Situazione che adesso si ripete con alcune differenze rappresentate dal valore positivo assunto dal Cci e dall'inclinazione della linea di resistenza dinamica passante a ridosso di 1.1710 $.

Infatti come emerge dal grafico allegato, i valori del Cci non hanno mai assunto una configurazione negativa a partire dai minimi del 5 settembre, segnalando dunque una scarsa pressione di vendita a favore di una ripresa dell'Euro.