La battaglia legale innescata dalla decisione della Corte Costituzionale tedesca sul tema Quantitative Easing ha messo in allarme gli investitori.

La buona notizia è che l’alta corte tedesca ha riconosciuto la legittimità del programma di QE. Tuttavia si gettano ombre sulla proporzionalità. Non pochi malumori si erano alzati in tempi recenti per la deviazione dal capital key con cui la BCE avrebbe favorito paesi come l’Italia.

In serata è arrivata la replica dell’istituto di Francoforte che in una nota ha preso atto della sentenza. Nella stessa nota la BCE ha sottolineato di sottostare alle decisioni della ECJ (European Court of Justice ndr) che aveva già confermato nel Dicembre 2018 l’aderenza del programma al mandato. Il consiglio direttivo della BCE ha inoltre reiterato che continuerà nell’impegno necessario a mantenere i propri obiettivi statutari.

Ora la parola passa a Lagarde e colleghi che avranno tre mesi per rispondere a Karlsruhe. Il rischio è che la Bundesbank sia obbligata a ritirarsi dal programma con conseguenze molto gravi sull’intera area euro.

Mercati

Wall Street mette a segno un’altra sessione di rialzi, anche se perturbati da vendite sul finale. L’indice S&P500 chiude a +0.90%, il DOW Jones a +0.56% e il NASDAQ a +1.13%. La sessione asiatica ha seguito a ruota con rialzi sia su Shanghai a +0.63% che su Hong Kong a +1.23%.

Avvio contrastato in Europa con i principali listini in rosso. Il DAX di Francoforte scambia a -0.53% e il CAC40 di Parigi a -0.68%. La notizia del pronunciamento della corte costituzionale tedesca ha portato ad un atteggiamento di avversione al rischio. Fa eccezione il FTSE MIB di Milano a -0.05% puntellato dal divieto Consob di vendite allo scoperto. Il FTSE100 di Londra scambia invece a +0.17% sostenuto dalla sterlina in discesa.

Petrolio

Prosegue la fase di rialzo delle quotazioni petrolifere soprattutto sul WTI. I dati sul declino più profondo delle attese dei livelli di stoccaggio a Cushing ha contribuito ad allentare le pressioni sul contratto WTI. Il contratto scambia a 25.70 $/barile in avvio di sessione europea.

Forex

Contesto globale ancora dominato dalla debolezza della moneta unica nei confronti di tutte le principali valute dopo il pronunciamento della corte costituzionale tedesca di ieri.

EURUSD

Ieri abbiamo assistito ad un affondo per il rapporto tra moneta unica e biglietto verde. Le quotazioni di EURUSD sono passate da 1.09 fino in area 1.0830. Dopo un iniziale aumento della volatilità nel pomeriggio i prezzi sono tornati a scambiare sui minimi relativi. In avvio di sessione si è assistito ad un’ulteriore compressione della volatilità in area 1.0830. L’outlook si conferma ancora debole per EURUSD che soffre i dati macro non positivi in eurozona.

USDJPY

In un contesto di assenza dei giapponesi per la festività della golden week il cambio USDJPY si mantiene sui minimi di periodo in area 106.30. Permane una certa debolezza del biglietto verde particolarmente evidente contro yen giapponese.