Dopo alcune sedute di debolezza, la moneta unica è tornata a guadagnare terreno nei confronti delle principali valute. Diverse le ragioni: rispetto al dollaro ci sono sia ragioni tecniche (la vicinanza a supporti strategici) ma anche grazie all'espansione del bilancio Usa. A tenere banco, nel caso di Eur/Gbp, sono i negoziati per la Brexit.

Di seguito la situazione grafica.

Cambio eurodollaro verso il breakout

Eur/Usd scende a testare i minimi di inizio mese poi reagisce, tentando la rottura del lato superiore del canale disegnato dai top di inizio settembre, a 1,18 circa. La paura di una seconda ondata di coronavirus ha contagiato anche il mercato valutario: oltre area 1,18, con conferme oltre 1,1830, sarebbe lecito sperare nella ripresa del trend ascendente degli ultimi sei mesi per obiettivi a 1,1917 e più in alto fin sugli ostacoli tenaci in area 1,20. Se invece la rottura non venisse confermata la discesa conseguente andrebbe comunque considerata uno swing all’interno del canale citato, i cui riferimenti si collocano attualmente a 1,18 e a 1,1520. Solo flessioni sotto quest’ultimo livello, anticipate dalla violazione della media mobile esponenziale a 100 giorni, passante da area 1,16, farebbero temere il peggio con conseguente affondo fino a 1,1490 circa per il test del picco di marzo e quota pari al 38,2% di ritracciamento del rialzo intrapreso a marzo.

Molta incertezza sul grafico di Eur/Gbp

Il cambio ha esteso la correzione avviata dai top di settembre a 0,9290 fino a supporti critici a 0,90 circa dove transita la trend line che sale dai minimi di febbraio e pertanto rappresenta un riferimento critico nel medio termine. La tenuta di questo riferimento ha dato origine a una nuova reazione che potrebbe ora portare alla rottura delle resistenze posizionate tra 0,91 e 0,9160 per obiettivi sul massimo di settembre a quota 0,9290 ed eventualmente più in alto in direzione dei top di marzo a 0,95 circa. Discorso diverso invece nel caso di violazione di area 0,90, circostanza che comporterebbe un significativo peggioramento delle aspettative future prospettando l’affondo in area 0,8865 e più in basso fino a quota 0,87.

Momento delicato per Eur/Jpy

Dopo alcune sedute di esitazione al termine della scorsa ottava, la moneta unica ha ripreso quota tornando all'attacco di 124,80 circa. Eur/Jpy dovrà scardinare questo ostacolo per allentare le tensioni ribassiste e favorire un riavvicinamento ad area 125,80/126, resistenza critica lungo il percorso verso area 127. Se invece la debolezza dovesse proseguire sotto area 123,50 diverrebbe inevitabile la violazione dei minimi del 28 settembre a 122,40 circa. In tal caso verrebbero dispiegati gli effetti del testa e spalle disegnato dai top di inizio agosto (e completato a metà settembre) con conseguente affondo verso quota 121,80/122, livello strategico dove transita la media mobile esponenziale a 200 giorni.

(Claudia Cervi)