Cresce il nervosismo degli investitori in attesa dei risultati delle elezioni presidenziali statunitensi. L'incertezza del risultato, atteso per martedì, ha messo in fuga gli investitori che hanno preferito puntare su dollaro e yen. Sul dossier Brexit si registrano piccoli passi in avanti per cercare una soluzione che consenta di uscire dallo stallo dei mesi scorsi.

Eur/Usd: a rischio i progressi del semestre

Eur/Usd scende su supporti strategici a 1,1650. La scorsa settimana, le dichiarazioni di Christine Lagarde - che promette nuovi stimoli in occasione del meeting di dicembre - hanno indebolito la moneta unica. Discese sotto la media mobile esponenziale a 100 giorni, passante da area 1,1650, metterebbero seriamente in discussione i progressi realizzati nell’ultimo semestre da quando cioè i prezzi hanno tagliato al rialzo la media citata lo scorso maggio. Ulteriori segnali di debolezza giungerebbero poi alla violazione dei minimi di settembre a 1,1612: in tal caso lo slancio visto dal 19 al 21 ottobre risulterebbe una “bull trap”, una trappola per rialzisti, con il rischio di una flessione accentuata fino a 1,1490 circa per il test del picco di marzo e quota pari al 38,2% di ritracciamento del rialzo intrapreso a marzo. Al contrario, la tenuta dei supporti a quota 1,1610/1,1650 potrebbe offrire ai prezzi una base dalla quale riorganizzarsi. Segnali di forza giungerebbero comunque solo alla rottura di area 1,1880/1,19, per obiettivi in area 1,120 almeno.

Eur/Gbp continua ad essere resiliente

La Brexit continua a fungere da barometro per i movimenti della sterlina e non offre, almeno per il momento, cambiamenti nella propensione al rischio. Alla fine di ottobre i prezzi sono rimasti schiacciati a ridosso dei supporti a 0,90, senza inviare segnali direzionali significativi. Fintanto che la trend line tracciata dai minimi di febbraio, attualmente passante da 0,90 circa, resterà intatta, le prospettive di medio termine resteranno modestamente positive. Servirebbero però reazioni che dai livelli attuali  spingessero le quotazioni oltre 0,9150/0,9160 per spessore tecnico al movimento agevolando un allungo verso il massimo di settembre a quota 0,9290 ed eventualmente più in alto in direzione dei top di marzo a 0,95 circa. Al contrario, la violazione di area 0,90 comporterebbe un severo peggioramento delle aspettative future prospettando l’affondo in area 0,8865 e più in basso fino a quota 0,87.

Eur/Jpy crolla su livelli strategici

Per il secondo mese consecutivo, Eur/Jpy ha terminato con un saldo negativo. Le quotazioni sono infatti scese nelle ultime sedute sotto i minimi di settembre a 122,40 raggiungendo a circa 121,80/122 un duplice supporto definito dal 38,2% di ritracciamento del rialzo in atto da maggio e punto di passaggio della media mobile esponenziale a 200 giorni, nonché target del testa e spalle ribassista disegnato dai massimi di agosto e completato a settembre. Sarà dunque fondamentale la tenuta di area 121,80/122: reazioni da questi livelli potrebbero favorire un riavvicinamento a quota 124, lato superiore di un banner correttivo disegnato dai top estivi.  Se al contrario area 121,80 dovesse cedere sotto il peso di nuove vendite si aprirebbero spazi di discesa verso area 121, per il test del lato inferiore del banner e quota pari al 50% di retracement calcolato sempre dai minimi di maggio.

(Claudia Cervi)