È del tutto impensabile fare una promessa da “o la va o la spacca” sulla Brexit. Nonostante la vittoria di principio incassata martedì dal primo ministro Boris Johnson con l’approvazione della proposta di legge sull’accordo di recesso, la bocciatura dell’approvazione definitiva, che la Camera dei Comuni avrebbe dovuto dare in tempi da record, ossia in tre giorni, fa sì che l’attenzione si sposti sull’UE. Sebbene il rischio di una Brexit senza accordo non sia più all’ordine del giorno e la proroga della Brexit sembri probabile, la domanda ora è se i leader dell’UE proporranno una proroga breve, di 1 mese, o più lunga, di 3, entro oggi o lunedì. Poiché crescono le probabilità di elezioni politiche nel Regno Unito, a nostro avviso sarebbe preferibile una proroga fino al 31 gennaio 2020. La sterlina dovrebbe quindi trarre vantaggio da un rimbalzo sulla scia dell’annuncio di un rinvio, mentre il rafforzamento del partito conservatore del premier Johnson sulla scia delle elezioni farebbe sicuramente aumentare le probabilità di un accordo per la Brexit con un’approvazione piena entro la scadenza del gennaio 2020. Permangono, tuttavia, ostacoli di rilievo, perché la mozione del governo per convocare elezioni anticipate il 12 dicembre 2019, che sarà messa ai voti lunedì al parlamento britannico, ha suscitato opposizione, facendo quindi aumentare, in caso di bocciatura, le probabilità di un calo della GBP a partire dalla prossima settimana.

Dopo la prima approvazione dell’Accordo di Recesso, con 329 sì e 299 no, per il premier britannico Johnson sarà difficile superare un voto di sfiducia perché serve il supporto di due terzi dei parlamentari (ai sensi della Legge Fixed-term Parliaments Act 2011) per convocare elezioni politiche, eventualità piuttosto incerta alla luce delle continue resistenze. Come già in passato, il partito laburista (38% dei voti ca.) chiede che venga rimosso il rischio di una Brexit senza accordi come presupposto per dare il suo appoggio, anche se lo scarso supporto che emerge dai sondaggi di opinione dovrebbe spiegare la posizione del partito. I dissidenti del partito laburista potrebbero svolgere un ruolo chiave nel raggiungimento dei 434 voti necessari per approvare la mozione, se Jeremy Corbyn dovesse fare ancora resistenza. Ecco perché, a partire dalla prossima settimana, la volatilità della GBP probabilmente aumenterà.